pianeta giovani bimu: l’opinione di randstad technical

20/10/2016 18:36:03

30.BI-MU e Pianeta Giovani: l’intervista a Paolo Passoni di Randstad

Dopo la chiusura, sabato 8 ottobre, di 30.BI-MU, biennale della macchina utensile, robotica, automazione e tecnologie ausiliarie che si tiene in Italia da 60 anni ed è ora giunta alla 30° edizione, è arrivato il momento di fare i primi bilanci.
Con le sue 1.076 imprese espositrici, 33 paesi rappresentati, 3.000 macchinari, oltre 20 delegazioni estere di giornalisti e operatori di settore ed una superficie espositiva totale di 90.000 metri quadrati, la manifestazione internazionale dedicata all’industria meccanica ha attratto centinaia di visitatori.

I dati di accesso alla biennale 2016 promossa da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE e ospitata nei padiglioni della Fiera Milano Rho rivelano, infatti, una partecipazione notevole, in crescita rispetto al passato: 62.576 sono le visite registrate, di cui 59.554 effettuate da professionisti - il 6% in più di quelle rilevate nel corso dell’edizione precedente.

Quanto al numero degli studenti accreditati, invece, questo è in calo rispetto all’edizione 2014 della biennale - 3.022 contro 5.714 - ma solo perché per la 60° edizione di BI-MU l’accesso alle scuole è stato consentito solo su invito e solo agli istituti accreditati nell’ambito dell’iniziativa Pianeta Giovani.

Pianeta Giovani è il progetto interno a BI-MU promosso da POLOMECCANICA e FONDAZIONE UCIMU, che dal 1995 si occupa di illustrare agli studenti di discipline tecniche le novità esposte in fiera grazie a percorsi dedicati ed esclusivi: visite guidate a stand e padiglioni programmate d’accordo con le imprese espositrici aderenti all’iniziativa. Un modo efficace per avvicinare i giovani al mondo dei macchinari e dell’automazione industriale, per conoscerne le dinamiche e farsi una chiara idea delle competenze necessarie per operare al suo interno.

A studenti di scuole professionali, istituti tecnici superiori e università è stata offerta la possibilità di visitare i padiglioni della 30° edizione di BI-MU accompagnati da professori e tutor scelti tra quanti di loro hanno raggiunto la maggiore età, opportunamente formati dagli organizzatori.

A Paolo Passoni, Business Development Manager di Randstad Technicalche ha partecipato alla fiera, abbiamo chiesto un parere sull’evento nel suo complesso e, in particolare, sulla riuscita dell’iniziativa Pianeta Giovani di quest’anno.

Partecipare a BIMU significa anche “tastare il polso” del settore dell’industria e dei sistemi di produzione.

Qual è lo stato di salute del comparto in Italia?

È risaputo che Bi-MU è uno dei pochi appuntamenti fieristici dedicati al mondo industriale italiano che conserva ancora intatta la sua efficacia.
Nell’edizione 2016 si è respirato un buon clima che rispecchia un trend positivo - positivo anche alla luce delle difficoltà riscontrate dal settore negli anni passati. Le macchine utensili prodotte in Italia sono ancora apprezzate all'estero e grazie al nostro know-how possiamo ancora essere considerati tra i leader del mercato mondiale.
Grazie a “Pianeta Giovani” i ragazzi sono entrati in contatto con le figure professionali che ruotano attorno al mondo dei sistemi di produzione.

Quanto è ampio il mismatch fra le competenze degli studenti e le esigenze delle aziende che ricercano personale?

Il famoso “gap” esiste ancora: la maggior parte delle scuole, pur ad indirizzo tecnico, non è in grado di formare profili subito “pronti a produrre”, e con la qualità richiesta, in azienda. A parer mio, però, il vero problema non è il gap di competenze, bensì il gap quantitativo: è proprio il numero di ragazzi diplomati o qualificati tecnici che fanno il loro ingresso nel mondo dei sistemi di produzione ad essere insufficiente.
Di qui è evidente la necessità di trovare un modo per rendere più attrattivi certi percorsi di studio e le carriere professionali al loro interno - attrattivi agli occhi dei 13-14enni che, all’uscita delle scuole medie inferiori, si trovano a dover scegliere l’indirizzo di scuola superiore.

Il mondo della scuola si è mostrato ricettivo ad evolvere e avvicinarsi alle aziende? E i giovani incontrati in Fiera come hanno reagito?

Le scuole scarseggiano purtroppo di fondi economici, ma l'interesse verso le nuove tecnologie è alto; in Fiera i ragazzi si avvicinavano agli stand con macchine all'avanguardia con molta curiosità, stimolati soprattutto dalla percezione di quanto i macchinari usati in azienda siano diversi da quelli su cui studiano a scuola.
Pochi studenti sanno, però, quanto grande sia il vantaggio che deriva loro dal frequentare una scuola ad indirizzo tecnico; molti sono spaventati dal mondo del lavoro; molti altri purtroppo partono già animati dal desiderio di trovare un impiego che non sia troppo faticoso, nonostante in realtà, oggi, lo sforzo fisico necessario per lavorare su macchine utensili si sia drasticamente ridotto rispetto a 20 anni fa.

Per rendere più attrattivo un settore dal grande potenziale occupazionale come quello della produzione di macchine utensili, insomma, è necessaria una maggiore sinergia tra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro - sinergia da realizzarsi proprio con la promozione di occasioni d’incontro e confronto come quella messa in atto da Pianeta Giovani.