regional randstad award centro: i risultati dello studio

06/10/2016 14:57:19

Regional Randstad Award: i risultati nel Centro Italia

La seconda edizione delRegional Randstad Award continua e, dal Nord-Est, si sposta al Centro. Ricerca indipendente condotta da Randstad in Italia come spin-off di quella realizzata a livello globale in ben 25 paesi, il Randstad Award si propone d’indagare la percezione degli italiani in merito alla capacità di Employer Branding delle imprese del territorio e, d’altra parte, individuare e migliorare le strategie messe in campo da queste ultime per attrarre e trattenere i talenti.

Le interviste svolte in occasione del Regional Randstad Award Centro tra aprile e maggio 2016 hanno coinvolto un campione di 4.000 persone suddiviso per genere, fascia d’età e livello d’istruzione, rappresentativo di italiani di età compresa fra 18 e 65 anni, studenti, lavoratori e disoccupati.
Oggetto d’indagine sono state 100 aziende con un numero di dipendenti compreso fra 200 e 999, attive in 10 settori merceologici. Analizziamo quindi i risultati dello studio: i fattori in base ai quali le aziende del Centro Italia sono giudicate più attrattive dagli intervistati, anche in base alle loro differenze di genere, età e formazione; i settori più ambiti, le imprese più conosciute e quelle, tra le più note, per cui gli italiani vorrebbero lavorare; infine, come essi percepiscono lo smart working.

Cosa ricerca un potenziale dipendente in un’azienda del Centro Italia?

Oltre la metà del campione intervistato (53%) considera retribuzione e sicurezza del posto i fattori principali in base ai quali valutare l’appetibilità di un impiego. Nella classifica degli elementi ricercati da un lavoratore in un’azienda seguono atmosfera piacevole dell’ambiente di lavoro (51%), work-life balance (45%) e solidità finanziaria (43%).
Le donne cercano di più sicurezza del posto, atmosfera piacevole ed equilibrio lavoro-vita privata, mentre gli uomini puntano su solidità finanziaria, prospettiva di carriera e formazione. I giovani sono più orientati alle opportunità di carriera e alla formazione, al contrario dei più anziani, maggiormente interessati a stabilità finanziaria e sicurezza del posto di lavoro.Gli intervistati in possesso di un’istruzione superiore ambiscono ad un impiego interessante che dia possibilità di crescita, mentre chi è in possesso di un’istruzione inferiore mira a sicurezza e buona atmosfera.

Dove vorrebbero lavorare gli italiani?

Le aziende più attrattive del Centro Italia

Nella classifica delle 20 aziende del Centro più attrattive emerge al primo posto Clementoni, scelta dal 68,57% degli intervistati, seguita da Fratelli De Cecco e Twin Set Simona Barbieri, che hanno raccolto rispettivamente il 67,45% e il 67,23% delle preferenze.
 I settori più ambiti dai lavoratori del Centro Nella classifica dei 10 settori merceologici giudicati più attrattivi, il campione accorda la maggioranza delle preferenze ad abbigliamento e accessori (60%), all’industria non metallurgica (59,8%) e all’arredamento, scelto dal 56% dei potenziali dipendenti.

All’interno di ogni gruppo demografico, però, la scelta è ricaduta di volta in volta su settori diversi. Gli uomini giudicano più attrattiva l’industria non metal, proprio come in generale i 25-44enni, mentre le donne prediligono il settore abbigliamento e accessori, esattamente come la totalità dei 45-65enni e come il gruppo di intervistati con laurea o titolo di studio superiore.
Gli under 24 vorrebbero lavorare nella distribuzione non alimentare, i diplomati nei trasporti.

Flessibilità del posto di lavoro e smart working: cosa ne pensano i lavoratori del Centro?

Il 33% dei lavoratori intervistati dichiara di lavorare più di 40 ore a settimana: più precisamente, 43 e 32 ore rispettivamente per tempo pieno e part time, contro le 41 e 30 previste da contratto. Le donne lavorano in media 35 ore a settimana, gli uomini 40.

Come viene percepito dai dipendenti del Centro il loro attuale orario di lavoro? 

Il 47% ne è soddisfatto, mentre il 44% lavorerebbe di più per uno stipendio più alto.
Solo il 2% lavorerebbe di più per lo stesso stipendio, mentre l’8% sarebbe disposto a lavorare e guadagnare meno. In testa alle motivazioni che spingerebbero a lavorare di più vi è la prospettiva di una maggiore retribuzione: lo dichiara l’87% degli intervistati. Questo motiva quasi tutti i dipendenti con istruzione inferiore e in generale gli under 24, mentre l’avanzamento di carriera è di gran lunga il fattore che fa più presa su uomini, 25-44enni e lavoratori con istruzione superiore. Interrogati sul tema della flessibilità dell’orario di lavoro, solo il 27% dei dipendenti si dichiara soddisfatto della propria settimana con orario standard.
Il 72% degli intervistati preferirebbe un orario flessibile: il 49% un orario diverso ogni giorno, il 15% più ore al giorno per meno giorni a settimana, l’8% vorrebbe lavorare più giorni una certa settimana e meno giorni quella successiva.

Anche riguardo allo smart working, il 27% del campione preferisce continuare a lavorare in ufficio, contro il 72% che testerebbe volentieri il lavoro a distanza. Di questo 72%, il 41% è orientato verso lo smart working occasionale, il 20% preferirebbe stabilirlo per un numero fisso di giorni a settimana e l’11% lavorerebbe a distanza ogni giorno.

In un momento economicamente critico come quello che il nostro Paese sta vivendo, in cui la fuga di talenti all’estero è considerevole, investire in Employer Branding e definire una strategia chiara per attrarre e trattenere risorse assume per le aziende un’importanza decisiva per aumentare la loro competitività sul mercato.
Le aree principali su cui puntare a questo scopo sono: formazione finalizzata all’assunzione di manager, perfezionamento degli standard di comunicazione interna ed esterna, sviluppo di siti web aziendali dedicati alle posizioni aperte e miglioramento dell’esperienza di chi cerca lavoro al loro interno. 

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