perché le aziende non possono rinunciare a una strategia di employer branding?

04/04/2016 16:42:50

Chi è a capo di un’azienda - di qualunque dimensione - sa quanto l’assunzione di personale qualificato, dotato di grande professionalità e talento, sia fondamentale per crescere e raggiungere i vertici dell’eccellenza. Il problema che spesso si pone è come riuscire a farlo al meglio.
Ed è qui che entra in gioco l’employer branding, ovvero, quell’insieme di strategie di marketing e soluzioni comunicative che ribalta la prospettiva: con un lavoro mirato di employer branding saranno i migliori candidati a essere attratti dal profilo, dalla mission e dagli obiettivi aziendali, piuttosto che essere rincorsi dall’azienda stessa.

Attrarre e trattenere i migliori talenti investendo nell’employer branding ha indubbi vantaggi per un’azienda. Secondo Linkedin, nelle aziende con un employer branding forte:

- le spese per il personale sono del 10% più contenute
- il turnover del personale è più basso del 28%
- il costo di assunzione indicizzato è del 46% inferiore

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Secondo Glassdoor, l’84% dei lavoratori lascerebbe l’impiego attuale per un’azienda con una reputazione migliore.
Risultati concreti e tangibili, dunque, che costituiscono altrettanti motivi per non rinunciare a una strategia di employer branding – purché questa sia condotta seguendo alcune linee guida fondamentali: dalla maggiore chiarezza e accessibilità delle informazioni, alla visibilità degli annunci di lavoro e alla capacità costante, da parte dell’azienda, di aggiornare e rinnovare la propria presenza online con tutti i canali di comunicazione disponibili.

Aspetti essenziali, questi, che contribuiscono notevolmente a rendere quantificabili e misurabili le ricadute dell’employer branding sugli utili di un’azienda. Basti pensare, ad esempio, proprio ai risparmi che è possibile ottenere sui costi di assunzione di lavoratori qualora siano i candidati più competenti e qualificati ad essere attratti dall’azienda, proprio grazie ad efficaci strategie di employer branding. E non è un caso che, a questo dato, sia connesso anche un risparmio sul turnover, che conferma la disponibilità del lavoratore a rimanere più a lungo in azienda e a continuare a svolgere le sue mansioni.

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