le 5 più grandi sfide nel talent management nel 2018.

22/01/2018 11:44:17

Quello delle risorse umane è un campo molto variegato, e ciò significa che i manager HR guarderanno in più direzioni per pianificare le attività 2018, basandosi sui loro bisogni specifici e sulle sfide del settore. Talent acquisition ed employee retention saranno molto probabilmente le preoccupazioni principali di molti, ma ci sono anche temi riguardanti la tecnologia e il benessere a cui i manager HR dovranno prestare maggiore attenzione nel prossimo anno.

John Bersin, fondatore di Bersin by Deloitte, ha affermato che quest’anno sarà “uno dei più importanti degli ultimi decenni per le risorse umane”. Scopriamo perché.

Crescente digitalizzazione delle HR

Secondo Bersin by Deloitte: “le organizzazioni HR devono imparare ad ‘essere digital’, e non solo a ‘comprare prodotti digitali’.” La pervasiva digitalizzazione delle HR è una delle questioni più importanti su cui chi opera nel settore dovrà focalizzarsi nel 2018, poiché influenzerà il modo in cui i team lavorano.

I sistemi di machine learning e l’Artificial Intelligence (AI) saranno utilizzati di più nel 2018, in particolare nel recruitment e nell’analisi dei dati, secondo quanto emerge dalla Randstad Sourceright Talent Trends survey 2017. Per quanto riguarda il recruitment, questo includerà lo sviluppo di processi attorno ai colloqui, alla schedulazione e al controllo delle referenze, che alleggeriranno i recruiters da diversi compiti operativi. Ciò consentirà non solo di risparmiare tempo, ma assicurerà anche coerenza nei procedimenti, eliminazione degli errori e una candidate experience migliore. 

Anche i tool di Organizational network analysis (ONA) – che sono in grado di studiare l’impatto della comunicazione e dei social network all’interno del business – molto probabilmente saranno sempre più adottati nel corso del 2018. L’ultima Deloitte Global Human Capital Trends survey ha rilevato che anche se solo l’8% delle realtà del settore ha fatto uso della tecnologia nel 2017, “il suo utilizzo sta crescendo rapidamente, con un aggiunta del 48% delle aziende che sta sperimentando questi strumenti”.

Una delle sfide più grandi per i manager HR quest’anno sarà quella di assicurare che i loro team siano aggiornati sugli ultimi trend digital del settore, o correranno il rischio di restare indietro rispetto ai loro competitor.

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Una forza lavoro multigenerazionale

Il luogo di lavoro tipico vedrà la presenza di tre generazioni differenti: baby boomers, generazione X e millennials, mentre la generazione Z entrerà presto nel mercato del lavoro. Queste generazioni avranno priorità e obiettivi diversi, quindi sarà compito dei manager riuscire a gestire le aspettative di questi differenti gruppi di lavoratori. Karen Cariss, Chief Executive HR della compagnia software PageUp, ha affermato che il 2018 “segnerà la fine del one-size-fits-all”, poiché il business non può più fare affidamento su questo approccio per attrarre e trattenere i talenti migliori.
La generazione X si trova ora in una fase in cui sta accedendo a posizioni senior, perciò cercherà di consolidare il proprio stile di lavoro privilegiato, così come di ottenere i benefit ritenuti più interessanti. Secondo Glassdoor questi dipendenti “ritengono importante il livello salariale, un piano pensionistico con benefit, la sicurezza lavorativa, la crescita all’interno dell’azienda e l’opportunità di un migliore rapporto vita-lavoro”. 

Allo stesso tempo, i millennials ricercano “possibilità di scelta dei benefit, tempo libero retribuito, possibilità di lavorare da remoto, controllo sui propri orari e molta flessibilità”. Per questo motivo, per riuscire ad attrarre i candidati più qualificati e di talento tra questa generazione di lavoratori, è necessario che le organizzazioni prestino attenzione ai loro fattori d’interesse.

A ciò si aggiunge il fatto che i millennials non solo stanno entrando nel mercato del lavoro in massa, ma a molti di loro vengono anche assegnati ruoli di management, fatto che talvolta li destabilizza e confonde. Lo studio di Randstad Gen Z and Millennials collide at work mette in luce una certa crisi tra i manager della generazione millennials, poiché molti di loro non posseggono il “quoziente emotivo” e le capacità relazionali richieste per gestire un team di persone.

Quello di rispondere alle diverse esigenze sarà probabilmente uno dei focus principali degli HR manager durante il 2018, così come lo sarà la distribuzione di ruoli e responsabilità tra le diverse generazioni. Ciò avrà un impatto sulla cultura aziendale e sullo stile di leadership, dato che generazioni differenti cercano in un datore di lavoro caratteristiche diverse.  

Enfasi sulla cultura aziendale

La cultura aziendale è uno dei fattori più importanti che i candidati prendono in considerazione quando valutano un potenziale datore di lavoro. Se l’atmosfera di un’organizzazione, i valori aziendali e i suoi obiettivi non si allineano con i loro, ci saranno poche possibilità che essi scelgano di entrare in azienda. Questa è un’importante considerazione da fare nelle strategie mirate all’acquisizione di talenti.

Grande importanza al benessere dei dipendenti

Con un numero sempre maggiore di aziende che adottano programmi per la salute e il benessere, questo diventerà un argomento chiave a cui prestare attenzione quest’anno. Secondo un report di Bersin by Deloitte, “il focus di questi programmi si è spostato dal ridurre i costi assicurativi all’aiutare realmente i dipendenti a lavorare meglio, a legare con i colleghi e a contribuire in modo positivo alla cultura aziendale”, dimostrando che gli effetti benefici possono essere significativi per il business.

Tuttavia, molti programmi per la salute e il benessere possono avere costi che crescono per i datori di lavoro. Tenere sotto controllo il rapporto costi-benefici di questi programmi è una sfida importante per gli HR manager. Il loro valore, però, non può essere sottovalutato, poiché i candidati prendono in considerazione questo tipo di benefit quando valutano dove inviare il proprio CV. Inoltre, sono un fattore ugualmente importante anche per la talent retention.

Feedback più costanti

Il feedback è un elemento di interesse per i candidati che desiderano entrare nelle aziende, poiché esso è precursore delle possibilità di apprendimento e crescita che le persone considerano sempre più importanti nelle loro carriere. Tuttavia, ora c’è meno interesse riguardo alle valutazioni annuali o trimestrali, e di più per feedback continui e costanti.

Nel 2018, quindi, i dipartimenti HR dovranno rispondere sempre più alla necessità di creare nuove procedure e processi per fornire feedback, mentoring e per stabilire obiettivi.