consigli per attrarre talenti con un’efficace strategia di employer branding

16/03/2016 10:28:36

Attrarre i migliori talenti e candidati per lavorare nella propria azienda è un fattore chiave assodato per il successo e la maggiore competitività dell’impresa. E proprio su questo che interviene l’employer branding, un campo strategico in continua espansione che si occupa di valorizzare e rendere più visibile il brand sul mercato del lavoro.

Secondo studi recenti si calcola che più del 75% di chi è alla ricerca di un lavoro sia interessato a farsi un’idea del potenziale datore di lavoro e del brand che esso rappresenta. Come rispondere, dunque, a questa richiesta facendo in modo che i soggetti più adatti a ricoprire una certa posizione siano effettivamente invogliati a inviare una candidatura?

Di seguito, qualche consiglio utile per organizzare e rendere davvero efficace la strategia di employer branding per la propria azienda:

1) Tenere presente qual è il vero obiettivo. Si parla spesso di migliori talenti e migliori candidati, ma come capire chi sia davvero il migliore? Di fronte a questi casi è necessario interrogarsi su un aspetto fondamentale dell’employer branding, che consiste nel rendere chiara e accessibile la cultura aziendale. In questo modo, chi condivide gli obiettivi, la mission e la visione dell’impresa può essere considerato più adatto, ma non necessariamente il migliore. Il vero obiettivo, infatti, non è quello di scegliere soggetti che semplicemente condividano la filosofia e la cultura aziendale, ma che sappiano come valorizzarla con il loro particolare contributo. Ovviamente, non è semplice capire tutto quanto con una sola intervista o con qualche domanda durante il colloquio. Tuttavia, è dimostrato che un efficace employer branding, attraverso cui rendere chiaro fin da subito cosa un’azienda si aspetta da quel candidato, è un’ottima strategia per evitare l’abbandono anticipato del posto di lavoro da parte dei candidati.

2) Mettere in campo i valori. La cultura e la filosofia di un’azienda deve essere promessa mettendo in risalto i valori su cui poggia e facendone emergere l’applicazione pratica. Questo è ciò che può davvero fare la differenza in molti contesti. Un ambiente di lavoro curato, un bel sito web, annunci di lavoro chiari e particolareggiati rimarrebbero aspetti superficiali se il potenziale candidato non percepisse che ricoprire quella posizione significa innanzitutto lavorare con e a favore di un certo sistema di valori.

3) La cultura del feedback. Questo è un aspetto davvero importante per una strategia di employer branding efficace per molte ragioni. La prima è certamente il fatto che la richiesta di un feedback o di un giudizio anche in forma anonima può riguardare sia chi già lavora nell’azienda, sia chi ha appena iniziato o costituisce un potenziale candidato. Il punto, però, non è certo quello di dare solo l’impressione che il feedback venga tenuto in considerazione: quando è possibile, specialmente nei confronti di critiche o giudizi costruttivi, un ottimo follow-up strategico è quello di coinvolgere il soggetto nella proposta di soluzioni attive che possano andare a favore dell’impresa stessa, facendo sì che il dipendente si senta partecipe in prima persona della vita aziendale e non un semplice “ingranaggio”.

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