5 consigli per ottimizzare il lavoro da remoto.

09/04/2020 12:15:00

L’emergenza Coronavirus ha reso il lavoro agile non più una semplice opzione, ma una realtà per tante aziende. La necessità di limitare al massimo gli spostamenti per fronteggiare il contagio, ha infatti spinto il governo all’uso dello strumento legislativo per incentivare l’attivazione delle modalità del telelavoro e dello smart working. 

Ma un cambiamento, in questo senso, era in atto da diverso tempo. Secondo i dati dell’Osservatorio Smart Working, infatti, già nel 2019 i professionisti del nostro Paese che si sono affidati a questa modalità di lavoro avrebbero toccato quota 570 mila, facendo registrare un incremento del 20% rispetto al 2018. 

Come se non bastasse, la possibilità di lavorare da remoto, è una delle principali richieste dei giovani in cerca di occupazione. In un simile contesto, riuscire ad implementare lo smart working in azienda diventa vitale, non solo per aumentare la produttività, ma anche per attrarre i migliori talenti sul mercato. Per farlo bisogna però gestire la propria forza lavoro, anche quando non si trova fisicamente in ufficio. Ecco alcuni consigli per ottimizzare al meglio il lavoro.

lavoro da remoto

perché favorire il lavoro da remoto e lo smart working.

Affidarsi allo smart working può essere per le aziende una leva fondamentale per incrementare l’engagement dei proprio dipendenti e, di conseguenza, la loro produttività. Ricorrere al lavoro agile, inoltre, può:

  • contribuire a sviluppare l’employer branding 
  • attirare talenti
  • aumentare la soddisfazione lavorativa del personale
  • accrescere la propria competitività sul mercato. 

Gli ultimi dati della Randstad Employer Brand Research mostrano che il 53% dei lavoratori italiani raggiunti dall’indagine ritengono il work life balance, l’equilibrio tra vita privata e professionale, l’elemento principale nella scelta di una società. Il lavoro agile, in questo senso, consente ai dipendenti di gestire con maggiore autonomia la propria giornata, organizzando le attività e le scadenze in maniera autonoma (leggi anche su Career Lab: diritto alla disconnessione: cos’è e come funziona in Italia). 

La generazione X, quella compresa tra i 35 e 54 anni, considera addirittura la vicinanza dell’ubicazione del posto di lavoro il fattore principe nella scelta di un’azienda piuttosto che un’altra. Il lavoro da remoto, inoltre, facendo leva su una maggiore responsabilizzazione del dipendente, ne può aumentare il coinvolgimento nelle attività delle aziende. Quest’ultimo aspetto, a sua volta, si può tradurre in un incremento della produttività.

i consigli alle aziende per ottimizzare il telelavoro.

Perché lo smart working sia una soluzione realmente efficiente per le imprese, è necessario seguire alcuni principi e consigli. Ecco allora cinque suggerimenti per ottimizzare il lavoro da remoto:

  1. valutate la cultura aziendale: il lavoro da remoto non sempre si concilia a tutte le realtà. Alcuni manager continuano a preferire la presenza fisica. È importante quindi, prima di avviare una collaborazione in smart working, valutare il contesto nel quale si svilupperà questa modalità e la sua effettiva opportunità
  2. comunicate sempre le vostre aspettative: il telelavoro può funzionare se si mantengono regolari gli orari dei dipendenti e quando c’è assoluta trasparenza sulle aspettative dell’organizzazione sulla gestione del loro tempo
  3. pianificate incontri faccia a faccia: i sistemi di video-conferenza e messaggistica istantanea sono ottimi strumenti, ma incontri periodici vis-à-vis rafforzano la coesione del team
  4. scegliete gli strumenti e la tecnologia più adatti: i lavoratori in remoto devono poter accedere agli strumenti che assicurano loro la connessione all’organizzazione e lo svolgimento del loro lavoro. Per venire incontro alle esigenze dei propri dipendenti è quindi necessaria un’infrastruttura tecnologica adeguata
  5. monitorate periodicamente i risultati: Un riscontro periodico con il manager di linea e la verifica della performance dei dipendenti sono cruciali per avere un quadro chiaro della situazione e capire se la politica di telelavoro stia realmente dando i risultati attesi