un argomento di studio: l’employer branding in IBM

Una possibilità per tutti di modellare il nostro futuro

Le tecnologie IBM stanno trasformando il modo in cui le aziende collaborano, prendono decisioni e interagiscono con i loro clienti. Questi sviluppi rivoluzionari sottolineano la notevole capacità di innovazione e trasformazione di un’azienda che è più forte che mai, nonostante sia passato più di un secolo dalla sua fondazione. Qual è il segreto del successo così duraturo di IBM?
“I talenti mantengono fresche le nostre menti e così noi abbiamo bisogno di mantenere il nostro employer brand fresco per attirarli. E questa linea diretta con i talenti comprende sia i nostri dipendenti che i partner all’interno del nostro ecosistema”, spiega Pilar Pons, manager delle risorse umane di IBM per Spagna, Portogallo, Grecia e Israele. Considerando il fatto che l’Employer Brand Research di Randstad ha dimostrato che la Spagna è molto attraente per i lavoratori di età compresa tra i 25 e i 44 anni, al punto che Pons lo definisce come “il punto critico” della loro strategia di selezione, l’azienda si sta dimostrando molto brava nel mantenere alto l’interesse nei suoi confronti tra i giovani nati nel nuovo millennio. Ma cos’è, quindi, che mantiene sempre attuali l’attrattiva commerciale e l’employer brand dell’IBM in Spagna?

Nel 1981 il lancio del Personal Computer dell’IBM non ha cambiato solo il modo di utilizzare il computer, ma ha avviato la creazione di nuovi posti di lavoro e una ben più ampia rivoluzione sociale. Il PC dell’IBM è diventato la massima piattaforma per far uscire l’uso del computer dalla sua torre d’avorio e portarlo nella vita quotidiana, per farlo diventare uno strumento che chiunque potesse avere sulla propria scrivania e, poco tempo dopo, anche a casa propria. Quasi 40 anni dopo, il cognitive computing e gli strumenti analitici come il Watson dell’IBM stanno ottenendo un impatto rivoluzionario simile, analizzando enormi quantità di dati più come un umano piuttosto che come un computer, per il modo in cui comprendono il linguaggio naturale, generando ipotesi basate su prove e imparando man mano che lavorano. I campi di applicazione variano dai trattamenti di mantenimento per i pazienti in ospedale, fino alle aziende di marketing che li utilizzano per individuare quali mercati e quali tipologie di clienti hanno il maggior potenziale. “Grazie ai sistemi come Watson, IBM sta contribuendo a dare inizio a una nuova ‘era cognitiva’ ”, commenta Pons. “I nostri sistemi amplificano ed estendono le capacità umane. Crediamo che i migliori risultati abbiano origine dalla combinazione della competenza e dell’esperienza umana con la tecnologia cognitiva di Watson, per permettere alle persone di prendere decisioni più consapevoli e di svolgere meglio il proprio lavoro”.

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Il pionieristico contributo dell’IBM in Spagna comprende la prima applicazione al mondo di Watson in spagnolo e la prima applicazione cognitiva per il turismo in Europa. Una delle principali banche usa il sistema all’interno delle proprie attività commerciali, rispondendo a richieste su regole complesse e domande specifiche del paese in questione per organizzare e migliorare l’esperienza del cliente. I sistemi IBM si stanno rivelando utili anche per migliorare le strategie e le selezioni per le risorse umane. Ad esempio, Pons cita un’app in grado di creare un tipo di ricerca e un processo di selezione più mirati e più efficienti, di cui l’idea originale è partita da alcuni impiegati che hanno preso parte a un contest di raccolta fondi interno alla IBM. La ‘famiglia’ dei talenti Watson include anche una serie di strumenti di sviluppo per valutazioni, feedback e formazione personalizzata.

Domani, oggi

Una delle attrazioni chiave per i talenti è l’opportunità non solo di sviluppare gli strumenti e le tecnologie che stanno rimodellando il nostro mondo, ma anche di poterli collaudare attraverso il loro ampio uso nell’ambito degli affari. “Come leader nel campo dell’intelligenza artificiale, i tecnici IBM sono pionieri di un nuovo mondo del lavoro dove gli umani interagiscono con sistemi cognitivi per migliorare le proprie performance. Gli obiettivi non sono solo migliorare la produttività o fare cose in modo più veloce e più efficiente, ma anche usare a nostro vantaggio la nostra abilità di imparare spingendoci verso più ambiziose sfere del sapere”, spiega Pons. “Tra gli esempi c’è anche l’uso di tecnologie cognitive e analitiche per condividere informazioni, trovare esperti e organizzare meetings in un modo molto intuitivo (dato che comprende il linguaggio naturale), integrato e collaborativo. Poiché la nostra casella di posta elettronica è cognitiva, darà la priorità alle tue mail basandosi sul tuo profilo. Tutto ciò è necessario in quanto i nostri team sono multidisciplinari e lavorano in ambiti geografici diversi, con orari e conoscenze diverse”.

Pons considera inoltre le tradizioni e la durevole cultura di IBM come elementi importanti del suo essere allettante. “La nostra missione di aiutare le aziende e le società a evolversi attraverso l’innovazione tecnologica è rimasta invariata per tutta la nostra storia. IBM ha una chiara vocazione al servizio, fattore che ci valorizza come marchio”, spiega. Per comprendere meglio cosa pensano i possibili candidati, IBM mantiene una presenza permanente all’interno delle università, delle business schools, delle iniziative sociali e dei networks professionali.

Il processo di selezione si articola su strumenti di impiego, screening e valutazione da un lato, e su incontri faccia a faccia con professionisti delle risorse umane e con manager che conoscono il modello di competenze richiesto da IBM dall’altro. 

Il profilo del candidato ideale si compone della passione per la tecnologia e di una personalità che rifletta i valori dell’azienda. IBM valuta positivamente anche la resilienza, la capacità di collaborazione e quella di comunicazione, competenze necessarie in un ambiente di lavoro frenetico e multidisciplinare.

Lasciare il segno

Una volta dentro l’azienda, ai dipendenti IBM viene data licenza di esplorare le proprie idee e i propri interessi. Gli esempi dei risultati ottenuti includono l’app per la selezione descritta poc’anzi. Gli impiegati IBM hanno anche l’opportunità di fare la differenza nelle loro comunità attraverso iniziative come Smarter Cities, interessate a scoprire nuovi modi per usare la tecnologia al fine di aiutare a promuovere la competitività economica, rendere più efficiente l’uso delle risorse e migliorare la qualità della vita. “Le persone sanno che quando vengono a lavorare da noi, il nostro impegno e la nostra capacità nell’“innovazione che conta” a livello globale significa che anche loro possono lasciare il segno. Possono contribuire al successo dei clienti. Possono anche migliorare la vita delle comunità della Spagna”, spiega Pons.

La diversità è fondamentale per realizzare l’ambizione di IBM di incoraggiare nuove idee e di dedicarsi ai clienti ai quali servono. All’inizio della sua storia, IBM ha fatto da pioniere nella selezione, nella formazione e nella creazione di reti professionali per incentivare l’assunzione delle donne e aiutarle poi a sviluppare le loro carriere. “Noi dell’IBM pensiamo alla diversità tanto quanto pensiamo all’innovazione. Entrambe sono essenziali per il successo del nostro business”, chiarisce Pons. “Il nostro impegno su questo tema comprende team dedicati che organizziamo appositamente per individuare, promuovere e sviluppare una forza lavoro diversificata. Investiamo anche nel diffondere una maggiore consapevolezza della diversità all’interno della nostra stessa azienda ed esortiamo i nostri manager e i nostri impiegati a creare una cultura dell’inclusione, dove ogni dipendente possa sentirsi rilevante e valorizzato.

L’innovazione attraverso la ‘co-opetition’

In un mondo sempre più interconnesso, IBM riconosce l’importanza della cooperazione nel sostenere l’accesso all’innovazione e alle nuove idee. Le startups e i talenti che ne scaturiscono sono una componente chiave di questo ‘ecosistema’. “In quest’era di ‘co-opetition’ (vale a dire ‘cooperation’ e ‘competition’, cooperazione e competizione ndt), non consideriamo le startup come concorrenti nella ricerca di talenti, ma come partner e come una chiara risorsa di talenti per l’IBM. La loro cultura attiva, il loro atteggiamento audace e la loro mentalità creativa si abbinano molto bene a ciò che cerchiamo nel nostro business. Questa è la ragione per la quale proviamo a fare squadra con loro per rivolgerci a nuove opportunità di mercato, unendo l’innovazione delle startup con le infrastrutture, i software e l’esperienza dell’IBM, per giungere a soluzioni di prim’ordine sul mercato”, spiega Pons. “Noi siamo in grado di aiutare le startup ad accelerare lo sviluppo del loro business attraverso la nostra tecnologia e le nostre piattaforme cloud. Li sosteniamo anche attraverso una serie di programmi come ad esempio l’IBM Global Entrepreneur, che fornisce loro un supporto per l’immissione sul mercato, un tutoraggio per il loro business, dei servizi, una guida tecnica e delle opportunità di costituire reti commerciali, fattori necessari per far sì che i loro prodotti raggiungano velocemente il mercato”.

Un’altra parte importante di questo ecosistema di talenti è rappresentata dagli ex-lavoratori dell’IBM. Sebbene certamente non tutti, molti giovani nati nel nuovo millennio sono alla ricerca di carriere più dinamiche rispetto alle generazioni passate. La loro esperienza come dipendenti dell’IBM è valutata positivamente all’interno del mercato del lavoro. Anche per questo, l’azienda la vede come un’opportunità e mantiene stretti contatti con molti dei suoi ex-impiegati. “Come dipendenti IBM, noi siamo appassionati di ciò che facciamo, siamo orgogliosi del segno che lasciamo nel mondo, e tendiamo a restare in questa azienda per molto tempo. Qualcuno decide invece di cercare altre opportunità. Molti di questi entrano a far parte delle nostre società congiunte, o delle società dei nostri clienti o dei nostri partner, portando così le loro preziose competenze nel nostro ecosistema e, in sostanza, giovando ai nostri stessi clienti”, spiega Pons.

La tecnologia è transitoria, la cultura resta

In definitiva, cosa possono imparare le altre aziende dal duraturo successo commerciale e dall’attrattiva per i talenti di IBM? L’azienda ha sempre sottolineato che l’innovazione non significa nulla se non può fare la differenza nella vita delle persone, siano esse clienti, comunità e, soprattutto, dipendenti della stessa IBM. Insieme alla cultura dell’innovazione cara all’azienda, la sua capacità e portata di mercato offrono ai lavoratori IBM una possibilità di modellare e influenzare il futuro, essendo tra i primi a sperimentare l’impatto di queste innovazioni nell’ambito del loro stesso lavoro. E la cultura dell’innovazione significa che i lavoratori IBM continueranno a essere curiosi e a sperimentare per tutta la durata delle loro carriere, permettendo a ogni generazione di lasciare il proprio segno distintivo nel mondo.

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