randstad workmonitor: le previsioni sul mondo del lavoro per il 2018

Il 2017 appena concluso ha registrato un trend positivo nei lavoratori italiani, che dichiarano di aver ritrovato la fiducia persa nella crescita economica e ad oggi si pongono in modo più ottimista rispetto al futuro occupazionale. Questo è uno dei dati più importanti che si evincono dall’Economic Outlook 2018 di Randstad Workmonitor, l’indagine trimestrale sul mondo del lavoro effettuata da Randstad. Questo studio, che ha coinvolto un campione di 400 lavoratori per ogni nazione in età compresa tra i 18 e i 65 anni, è stato svolto in 33 Paesi del mondo e, da quanto emerge dai dati raccolti, nel confronto internazionale l'Italia mostra una situazione in ripresa, anche se rimangono ampi margini di miglioramento. 

Ben il 48% dei lavoratori del Bel Paese si dichiara infatti soddisfatto e ottimista su quello che attualmente è il mercato del lavoro, dato in netto rialzo rispetto al 2016 seppur ancora lontano dalla media globale che invece si assesta intorno al 61%. Un po' più sconfortante il confronto con la media europea, considerato che le uniche nazioni ad essere nella classifica dopo l'Italia sono solo l'Ungheria con il 47% e la Grecia con il 37%. Tra i Paesi europei più ottimisti troviamo invece India, Cina e Portogallo. 

Un secondo aspetto importante, come riferisce l'Amministratore Delegato Marco Ceresa, è che il 75% dei lavoratori consultati è appagato dallo stato in cui si trova la propria azienda, dato anch'esso in crescita di addirittura sette punti percentuali rispetto allo scorso anno. Sebbene questo debba considerarsi un dato generalmente positivo, all'interno di quest'ampio spettro va però fatta una distinzione che riguarda le fasce d'età: sussiste un grandissimo divario, infatti, tra i lavoratori giovani che sembrano essere molto più fiduciosi dei lavoratori over 45 con una percentuale del 55% contro il 41%. 

Altrettanto importanti sono i numeri che riguardano la situazione strettamente personale del lavoratore. Su questo tema appare evidente come negli intervistati il trend positivo riguardante il mondo del lavoro venga un po' meno e l’ottimismo sulla situazione complessiva sembri leggermente scemare. Solo il 39% degli italiani spera infatti di ricevere un aumento di stipendio alla fine dell’anno e soltanto il 45% confida in un bonus una tantum entro la fine del 2018, percentuali che sono di molto inferiori alla media globale e scendono ancor di più per la fascia di lavoratori compresa tra i 45 e i 67 anni. 

Nel complesso, comunque, sembra che gli italiani siano abbastanza contenti della propria situazione lavorativa, esprimendo un giudizio soddisfacente nel 64% dei casi a dispetto dell’11% che invece si dichiara insoddisfatto. Una sostanziosa fetta di lavoratori, pari al 30%, sarebbe aperta a nuovi sbocchi professionali pur non cercandoli attivamente, dato significativo alla luce del fatto che gli italiani sembrano essere meno disposti alla mobilità con una tipologia di mercato decisamente rigido. 
Un ultimo dato degno di nota è la differenziazione tra i sessi: negli uomini è in crescita la sensazione di insicurezza riguardo alla propria posizione lavorativa, mentre le donne sono a questo riguardo più ottimiste, come anche nella fiducia di trovare un lavoro diverso. 

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