Quando un appassionato di meccanica diventa un manager Ducati

Come diventare manager Ducati con un diploma di istituto tecnico

Quando Claudio Domenicali, appassionato di meccanica sin da piccolo, decide di iscriversi all’istituto tecnico bolognese Aldini-Valeriani a casa non la prendono bene. La madre smette di parlargli per un mese temendo che il ragazzo avesse scelto lo storico istituto solo per non portare avanti gli studi. Oggi invece Domenicali è un super manager della Ducati, laureato in Ingegneria Meccanica, ed ha il rammarico di non aver convinto anche i suoi figli a scegliere una scuola tecnica. Negli anni ’80 gli istituti tecnici erano per i ragazzi che non avevano voglia di impegnarsi, ed ancora oggi in troppi la pensano così.

L’amministratore delegato di Ducati scherza sul fatto che “gli ingegneri che arrivavano dal liceo me li mangiavo a colazione” grazie alle tante attività pratiche svolte durante gli studi superiori che gli avevano insegnato a fondere, usare la fresa, il tornio ed a saldare.
“Io ho fatto le Aldini – dice Domenicali – e mi sono detto che poi si poteva sempre decidere se continuare a studiare, dopo. È stato un mio professore a spingermi ad andare all’Università e a fare Ingegneria Meccanica”.

Oggi quello di Claudio Domenicali è un esempio vincente che svetterà su bus e scuole grazie al progetto di Unindustria Bologna che servirà a promuovere la cultura tecnica. Le aziende locali cercano ogni anno circa 1.500 diplomati in istituti tecnici industriali, ma da quelli bolognesi ne escono solo circa 280. Dalla volontà di Alberto Vacchi, presidente di Unindustria, di colmare questi numeri e collocare esperti meccanici nel mercato del lavoro nasce il progetto “Istruzione tecnica: fai la scelta che rifarei”. Più ore quindi dedicate all’insegnamento della lingua inglese, di laboratori tecnici e campi estivi nelle scuole convenzionate, e progetti di alternanza scuola-lavoro per creare una sinergia con le aziende del territorio già durante gli anni delle superiori.

Con l’ateneo bolognese Alma Mater nascerà poi la nuova laurea in Ingegneria Meccatronica, una materia che unisce le discipline meccaniche, elettroniche e informatiche, sviluppata assieme alle imprese e già pronta ad accogliere 50 studenti. Sarà operativa ad ottobre 2017 prevedendo un terzo delle attività in aula, un terzo in laboratorio ed un terzo in azienda con importanti collaborazioni con le imprese. Il numero degli iscritti agli istituti tecnici industriali diminuisce ogni anno nonostante le imprese italiane siano sempre alla costante ricerca di personale tecnico specializzato in queste materie.

Con questo progetto, che ha la faccia di Claudio Domenicali e dei manager di Bonfiglioli e Sacmi, Unindustria Bologna vuole superare i pregiudizi che esistono sugli Itis e far passare il messaggio che il 95% dei diplomati tecnici trova un impiego già entro il primo anno con risultati economici migliori rispetto ai colleghi che frequentano un liceo. “Ancora oggi – dice Domenicali – chi fa più fatica viene mandato all’istituto tecnico. Invece se uno è bravo può fare un percorso migliore ed avere una marcia in più nel lavoro. Queste scuole devono scrollarsi di dosso quest’etichetta, dobbiamo fare in modo che l’Itis diventi una scuola seria, dove se sei somaro ti bocciano”.