Le professioni digitali più richieste

L’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano ha individuato le figure professionali digitali più ricercate dalle aziende. Scopriamole

La trasformazione digitale delle aziende è inevitabile. E deve essere accompagnata dall'introduzione di nuove figure professionali in grado di presidiare il processo e i nuovi modelli di business. È quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano, presentata a fine maggio al convegno HR Digital Leadership: nuove competenze e professionalità per guidare la trasformazione digitale.


I profili professionali più richiesti nell'ambito digital

Sono molte le figure più richieste dalle aziende. La più corteggiata nel 2015, almeno secondo i 100 direttori del personale di aziende medio-grandi intervistati, è l’eCRM & Profiling Manager. La sta introducendo il 17% delle aziende interpellate: si tratta di un professionista che ha il compito di migliorare l’efficacia della relazione con la clientela attraverso il Customer Relationship Management in chiave digitale. È richiesto anche il Digital Marketing Manager (14%), con il compito di ottimizzare le interazioni digitali con consumatori e potenziali clienti attraverso i canali social, web e mobile per raggiungere gli obiettivi di vendita e di marketing. Ricercato ma quasi introvabile, invece, il Chief Innovation Officer, che propone modelli innovativi di business per sfruttare al meglio la rivoluzione digitale. Stesso discorso anche per il Data Scientist (32%), colui che legge i trend socio-culturali, individua, aggrega ed elabora fonti di dati, interpreta le informazioni raccolte e ne dà una traduzione come impatto sul business. È merce rarissima anche il Chief Digital Officer, introvabile per il 44% del campione, che sovrintende e coordina i diversi canali digitali.

Il ruolo della direzione HR nel cambiamento digitale

Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio HR Innovation Practice, spiega che «Data scientist, Social media manager, eCommerce manager, Digital strategist sono solo alcune delle nuove professionalità, sempre più richieste in ogni settore ma ancora ambigue e difficili da formare internamente e reperire sul mercato del lavoro».
Anche la direzione delle risorse umane, in questa delicata fase di passaggio, è chiamata a ripensare il proprio ruolo per guidare un cambiamento che impatta fortemente sulle risorse umane, con nuove figure professionali ma anche un nuovo modo di lavorare.


Nuove regole, modelli di leadership e una nuova cultura aziendali

A questo proposito, sono tre i punti chiave messi in luce dall’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano:

1.    allineare la strategia della direzione HR alla strategia industriale;
2.    utilizzare il digitale per ridisegnare i processi di talent management;
3.    promuovere e diffondere a tutti i livelli dell’organizzazione una nuova cultura digitale.

Emanuele Madini, responsabile della ricerca, commenta così: «Da un lato la direzione HR deve assumere un ruolo di leadership per guidare le linee di business nel riconoscere e sviluppare le nuove competenze e professionalità, dall’altro deve ripensare profondamente i propri processi per renderli adeguati alle nuove esigenze. Il digitale infatti sta trasformando la gestione stessa delle risorse umane: cambia alla radice il concetto stesso di spazio e tempo di lavoro, creando i presupposti per forme di organizzazione del lavoro più agili che consentono di recuperare flessibilità e produttività, ma che al tempo stesso richiedono di ripensare regole e modelli di leadership e di diffondere una nuova cultura e nuove skill».

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