lavoratori in somministrazione: soddisfatti e poco stressati. La ricerca dell'Università di Napoli

I lavoratori in somministrazione avvertono meno lo stress, gestiscono le relazioni con i colleghi in maniera meno conflittuale, e non presentano sintomi di stress o di burnout. Questo è l’identikit dei dipendenti somministrati, emerso da una ricerca condotta dalle Università Federico II e Parthenope di Napoli su un campione di oltre 112mila lavoratori di 22 Agenzie per il lavoro. Il “Secondo rapporto sul benessere e sulla qualità della vita lavorativa dei lavoratori in somministrazione” rivela, quindi, che tali risorse hanno un alto livello di soddisfazione, dato che gli indicatori monitorati nell’analisi sono tutti sopra la media. Nel dettaglio, su una scala da 1 a 7, troviamo:

  • livello di engagement 5,25;
  • soddisfazione legata alla missione 5,25
  • soddisfazione nel rapporto con l’Agenzia somministratrice 5,06;
  • soddisfazione nei confronti dei progetti di formazione 4,65;
  • soddisfazione verso l’utilizzo dei servizi di E.Bi.Temp (prestazioni di welfare) 5,44;
  • soddisfazione legata alla retribuzione 4,60;
  • soddisfazione relativa alla possibilità di carriera e crescita personale 3,87. 
  • autonomia rispetto al lavoro svolto 4,06;
  • pressione temporale, relazione tra compiti da svolgere e tempo a disposizione 3,93; 
  • richieste relazionali da parte dei colleghi in ufficio 3,40.

I lavoratori intervistati dichiarano di sentirsi poco discriminati (2,37), poco stressati (2,88) e con poco distacco psicologico dalle relazioni con gli altri (1,85). Anche i legami con i colleghi sono sani e soddisfacenti: conflitti ed eventuali critiche non entrano all’interno delle relazioni tra lavoratori in somministrazione. Altro aspetto positivo è l’alto livello di dual commitment (verso l’Agenzia 4,55 e verso l’azienda 4,56). L’impegno, la motivazione e il senso di appartenenza che queste risorse hanno dei confronti dell’azienda, mitiga la percezione di insicurezza lavorativa e di precarietà legata al futuro professionale. Indicatore quest’ultimo che si posiziona nella media (3,93). 

Uno dei motivi della soddisfazione è legato ai servizi erogati dagli Enti Bilaterali Forma.Temp ed Ebitemp, prestazioni di welfare ( che comprendono indennità integrativa in caso di infortunio, tutela sanitaria, contributi per asili nido e formazione gratuita) delle quali quasi la metà degli intervistati dichiara di aver usufruito. Nel 2017 Ebitemp ha erogato oltre 10 milioni di euro in prestazioni di welfare mentre Formatemp ha contribuito a formare su competenze strettamente legate al lavoro oltre 240mila persone.

La ricerca ha preso come punto di riferimento i lavoratori assunti sia con contratto a tempo indeterminato che determinato. Nel primo caso, le risorse partecipanti, nella loro esperienza precedente, erano legate alla stessa Agenzia del Lavoro tramite un rapporto determinato. Mentre i lavoratori in somministrazione a tempo determinato nel 29% dei casi erano inoccupati, nel 39% lavoravano in azienda e nel 31% avevo un contratto determinato con un’altra Agenzia. Se incrociamo questi dati con quelli emersi dall’analisi, abbiamo il profilo del dipendente in somministrazione più soddisfatto: maschio, giovane, con un livello di istruzione medio-basso, residente al Sud e nelle isole. Questo elemento mostra come la tipologia di lavoro in somministrazione appare vincente per le fasce di popolazione definite più deboli e risulta un ottimo strumento di inclusione nel mondo del lavoro.

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