il settore food in Italia: che cos’è la filiera agroalimentare italiana?

Il nostro Paese è conosciuto in tutto il mondo per l’arte, la storia, la letteratura, ma anche per la sua tradizione culinaria e i suoi beni agroalimentari che vengono qui prodotti per poi essere esportati in tutto il mondo. Il settore Food, infatti, è una delle eccellenze del nostro Paese, uno dei pilastri fondamentali della nostra economia. Ma che cos’è la filiera agroalimentare? Da quali settori e attori è composta? E quali sono i suoi trend in Italia?

Le fasi della filiera alimentare

Con il termine “filiera agroalimentare” si intende quell’insieme di attori interni ed esterni – imprese, aziende, agenti economici e amministrativi – e di interazioni che contribuiscono alla produzione di un bene alimentare e alla sua distribuzione per il consumo. La filiera del settore Food comprende quindi diversi attori che influiscono sulle sue fasi: dall’apporto delle materie prime, fino alla consegna del prodotto finale ai consumatori. 

È possibile quindi suddividere la filiera agroalimentare in Italia in due fasi principali, quella della produzione e quella della distribuzione:  

  1. Fase della produzione: è quella in cui operano aziende, PMI e altri attori che si occupano di procurare ed elaborare prodotti agricoli per farne prodotti di consumo. In particolare si possono distinguere: 
    a. il settore agricolo, i cui protagonisti sono le realtà che si dedicano alla cattura o allevamento di animali, alla produzione agricola, alla silvicoltura, alla zootecnia, alla pesca e all’acquacoltura.
    b. il settore dell’industria alimentare, composto dalle aziende che si occupano di produrre cibi, bevande e beni di largo consumo trasformando le materie prime. 

  2. Fase della distribuzione: si tratta dell’insieme di attori che si occupano di distribuire e commercializzare i prodotti finiti. Più in dettaglio, in questa fase operano: 
    a. enti della Grande Distribuzione Organizzata e del commercio al dettaglio: player del commercio all’ingrosso, grandi magazzini e mercati, oltre a fruttivendoli, venditori porta a porta, macellai e piccoli negozi alimentari.
    b. realtà operanti nella ristorazione e nell’accoglienza alberghiera: hotel, alberghi, ristoranti, mense, ecc. che trasformano ulteriormente i prodotti per consegnare ai consumatori pasti completi pronti al consumo in loco o a domicilio.

Quelle appena elencate sono le due fasi principali della filiera alimentare e gli attori che influiscono direttamente su di esse. Oltre a questi operatori, però, ce ne sono altri che agiscono in modo meno diretto, e per questo possono essere definiti attori esterni o secondari. Alcuni esempi sono le aziende che producono concimi, fertilizzanti e additivi, e quelle che forniscono acqua ed elettricità oppure i macchinari impiegati nella produzione e lavorazione dei beni alimentari.

I numeri del settore Food in Italia

Come abbiamo anticipato, il settore agroalimentare è uno dei pilastri dell’economia del nostro Paese. Basti pensare che, secondo dati diffusi dalla Federazione Italiana dell’Industria Alimentare (Federalimentare), il suo fatturato totale nel 2016 ha rappresentato l’11,3% del PIL nazionale. Volendo scattare una fotografia della situazione, nel primo trimestre 2017 in Italia erano presenti nel Registro delle Imprese ben 751.000 imprese agricole, alle quali si aggiungono circa 70.000 imprese dell’industria alimentare e delle bevande. 

Trend del settore agroalimentare in Italia

Dopo alcuni anni di recessione e di stagnazione, a partire dal 2016, il settore ha iniziato a registrare un lieve miglioramento tanto da segnare un +1,1% sul totale di fatturato, secondo dati Federalimentare. Il trend positivo sembra continuare nel 2017, tanto che il Presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia, ha previsto un aumento del fatturato intorno all’1,5% (passando così dai 132 miliardi di euro degli ultimi quattro anni all’obiettivo dei 135 miliardi per il 2017). La ripresa dovrebbe essere trainata dall’accelerazione dei prezzi alla produzione (+1% medio annuo), dell’export (+5%) e dall’aumento della produzione (attorno all’1%).

La valorizzazione della filiera agroalimentare

Il settore agroalimentare rappresenta quindi uno dei motori della ripresa economica italiana, oltre che un pezzo di tradizione e di storia del nostro Paese, rinomato in tutto il mondo per il suo vastissimo patrimonio di prodotti agricoli ed enogastronomici. Proprio al fine di valorizzare questo patrimonio è nato il progetto FICO - Fabbrica Italiana Contadina, il più grande parco a tema agroalimentare del mondo ideato dal fondatore di Eataly Oscar Farinetti, che sorgerà a Bologna.

A partire dal 15 novembre 2017 si potrà accedere gratuitamente alle varie aree di FICO Eataly World, che nei suoi 100.000 mq di superficie ospiterà due ettari di terreno dedicati a campi e stalle, fabbriche in cui osservare il processo di lavorazione e creazione di prodotti tipici italiani, 40 punti di ristoro in cui assaporarli e tantissime botteghe artigiane in cui acquistarli. 

A tutto ciò si aggiungeranno aule didattiche ed esperienze multimediali grazie alle quali bambini e studenti potranno conoscere ed esplorare la biodiversità e la varietà del patrimonio agroalimentare, il tutto per garantire un’esperienza educativa e formativa caratterizzata dal divertimento e dal contatto diretto col cibo. 

FICO Eataly World offrirà anche numerose opportunità di lavoro e di Alternanza Scuola-Lavoro che avranno l’obiettivo di fornire occupazione soprattutto ai giovani, aiutandoli nel loro passaggio dal mondo dell’istruzione a quello del lavoro. A tal fine, Randstad collaborerà con il parco con una filiale direttamente in loco, per fornire consulenza sulle migliori opportunità di impiego e sul processo di selezione. 

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