ENI punta sullo smart working per genitori con effetti positivi sulla produttività e non solo

Il colosso italiano ENI, in accordo con i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec, ha deciso di puntare sullo smart working per i propri dipendenti alla luce degli ottimi risultati ottenuti da una prima fase sperimentale dedicata alla neo genitorialità

Come riferisce Paolo Pirani, il segretario generale della Uiltec, si tratta di un tipo di accordo basato sui modelli di partecipazione e condivisione che ha riscosso molto successo tra dipendenti e datori di lavoro al punto che verrà esteso gradualmente anche ai colleghi non neo genitori, a esclusione di quelli soggetti a turnazione e quelli che sono impossibilitati dal lavoro in remoto a causa dell'ausilio di strumentazioni specifiche. 

Per lo smart worker la nuova organizzazione del planning lavorativo dovrebbe essere di un giorno a settimana in condizioni normali e di 2 giorni a settimana per la durata complessiva di 12 mesi per chi è affetto da patologie gravi, come sancito dalla legge n°68/1999. 

Nel lavoro smart è previsto l'obbligo di rispettare le fasce orarie precedentemente definite dagli accordi sindacali che riguardano le sedi di lavoro, ma con l'aggiunta della flessibilità di un'ora in modo da poter conciliare i tempi lavorativi con le esigenze personali. Nel conteggio delle ore incluse nel nuovo assetto non sono ovviamente conteggiati straordinari, né festività e né ore di lavoro notturno.

Il motivo per il quale l'azienda energetica italiana ha deciso di incentivare questo tipo di progetto è stato l'aumento della produttività dei lavoratori coinvolti riscontrato nella fase sperimentale e un miglioramento complessivo del rapporto di lavoro basato su fiducia, autonomia e responsabilizzazione dei dipendenti. 

Grazia Fimiani, direttore delle risorse umane e organizzazione di ENI, ha confermato come gli effetti benefici dello smart working siano stati concreti, basandosi anche sui pareri dei lavoratori direttamente interessati che, per l’80%, ha apprezzato un netto miglioramento nel conciliare la propria sfera privata con quella lavorativa, mentre il 65% anche una maggiore concentrazione e motivazione sul lavoro. Analogamente i capi interpellati ne hanno riconosciuto gli evidenti vantaggi in termini di miglior funzionamento del team (42%); maggior disponibilità dei dipendenti (45%) e maggiore autonomia (47%). 

Infine, non si può non considerare l’effetto positivo che questa scelta può avere sull’employer branding dell’azienda: per gran parte dei candidati che cercano un’occupazione o che vogliono cambiarla, infatti, lo smart working è un fattore significativo nella valutazione di un potenziale datore di lavoro, in virtù del desiderio di trovare un posto dove sia garantito un adeguato work-life balance.

Non è senza dubbio un caso che un'azienda come ENI, da sempre attenta ai processi evolutivi organizzativi, culturali e digitali, abbia deciso di intraprendere la strada dello smart working come percorso attuativo decisamente innovativo. 

 
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