Come sviluppare una strategia di Employer Branding efficace

Pochi passi per una Employer Branding Strategy vincente

Attrarre nuovi talenti e trattenere quelli già in organico: mai come oggi quest’attività si rivela essenziale per il successo del business. In una fase economica come quella attuale, caratterizzata da un’accresciuta instabilità e da un’elevata concorrenza, investire in Employer Branding è una delle soluzioni più efficaci a disposizione delle aziende per aumentare produttività e vantaggio competitivo. Sviluppare una strategia di Employer Branding a lungo termine consiste, infatti, nel definire e valorizzare l’identità aziendale per attrarre, trattenere e fidelizzare le risorse migliori, quelle più adatte a realizzare gli obiettivi di business.

Consapevole del potere dell’Employer Branding, dal 2010 Randstad ha condotto in Italia il Randstad Award, una ricerca indipendente volta a indagare la percezione dei potenziali dipendenti in merito all'attrattività delle imprese. Il tutto con l’obiettivo di suggerire a queste ultime le migliori strategie da attuare per richiamare e conservare talenti.


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Ma come costruire una Employer Branding Strategy vincente?
Dall’analisi dell’employer e dell’attrattività del brand si passa all’individuazione del target, composto da tutti quei profili più idonei a condurlo verso il successo, fino ad arrivare alla definizione della modalità di comunicazione più efficace per attrarli e coinvolgerli.

Ecco alcuni consigli concreti: passaggi successivi da compiere per sviluppare una valida strategia di Employer Branding.

Analisi del brand
L’individuazione delle esigenze di business a lungo termine permette di stabilire le competenze di cui l’azienda necessita per soddisfarle.

Definizione e comprensione dei target group
Definiti obiettivi e competenze, il passo successivo consiste nel definire i target group interni ed esterni, cioè le risorse presenti da trattenere e stimolare e quelle future da attrarre e coinvolgere. Attraverso indagini e survey, poi, l’azienda deve indagare la percezione che i target group hanno della sua attrattività, per approntare in un secondo momento la giusta comunicazione.

EVP e KPI
L’ottimizzazione della EVP o Employer Value Proposition, cioè di tutti quegli attributi che rendono l’azienda attrattiva e credibile, e la selezione dei KPI più adatti a misurarla sono la base di ogni strategia di comunicazione, sia interna che esterna.

Definizione del “communication mix”. Le informazioni sin qui raccolte su brand e target group permettono all’azienda di stabilire l’obiettivo della propria strategia comunicativa: attraction, engagement o retention. In base a questo, sarà possibile sviluppare le idee vincenti e i canali migliori per veicolarle, alla scopo di impattare sul target group divulgando il messaggio giusto e battendo la concorrenza. Il communication mix può includere eventi quali contest sui social media, business game, career day, sviluppo di siti di recruiting ad hoc, workshop e attività di orientamento professionale nei campus universitari.

Qualunque sia la strategia di Employer Branding adottata, fondamentale è testarne e monitorarne continuamente l’applicazione, per correggerla e ottimizzarla qualora se ne presenti il bisogno.

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