belle addormentate o attaccanti: qual è lo stato dell'Industria 4.0 in Italia?

Com’è il rapporto delle imprese italiane e la digital transformation imposta dal modello dell’Industry 4.0? A fare il punto sulla situazione arriva il report del gruppo Digital360 Research che, insieme ad IBM, ci offre uno scenario completo del nostro Paese dal titolo "Industria 4.0: vision, execution e progettualità nel manifatturiero italiano". Dal campione di 135 PMI preso in esame da Digital360-IBM è subito evidente che l’Italia è divisa quasi perfettamente a metà, tra un 54% di imprese che ammette di non aver fatto ancora niente per digitalizzare i processi produttivi e non intende farlo nel futuro, ed un 46% che ha invece avviato i primi progetti di trasformazione digitale. Scendendo nel dettaglio, però, la situazione fotografata è molto più sfaccettata di quanto si possa pensare. 

Nonostante il recente Piano Nazionale Industria 4.0 del Ministro Carlo Calenda abbia cercato di spronare le PMI verso l’adozione di soluzioni innovative con particolari sgravi fiscali a sostegno degli investimenti, i risultati tardano purtroppo ad arrivare. Per sottolineare come ancora troppe realtà sono fuori dalla Rivoluzione Industriale 4.0 sono state mappate anche le imprese che già possiedono capacità di execution – a livello di OT (Operational Technology) ed IT (Information Technology) – e paragonate con quelle più “digitalmente pigre” per studiarne vision, modelli organizzativi, strategie e budget indirizzato dallo stesso Piano Calenda. 

Dalla ricerca sono emersi cinque profili aziendali diversi tra loro, suddivisi dal gruppo Digital360 ed IBM nel seguente modo:

Gli Attaccanti 4.0 sono, nonostante siano soltanto il 20% delle imprese italiane, i capofila della digital transformation. Gli unici ad oggi ad aver davvero compreso le potenzialità offerte dall’Industry 4.0 coniugando con successo vision ed execution con un’attenzione particolare al collegamento tra OT ed IT nella pianificazione degli investimenti.

Le Imprese in Cammino sono invece forse le più riflessive tra tutte perché hanno iniziato a formare una propria visione dell’Industria 4.0, ma non hanno ancora completato il percorso perché occupate a sperimentare, testare le varie tecnologie ed implementare le proprie conoscenze in materia. Rispetto al totale, le aziende in cammino sono solo il 15% circa.

Nel mezzo di questa classifica troviamo i Teorici, ossia quel 29% di imprese italiane che ha sviluppato una buona visione del percorso da intraprendere per abbracciare l’Industria 4.0, ma che non riesce a compiere azioni concrete verso questa direzione. 

I Praticoni sono il 15% delle aziende italiane che è rimasto bloccato tra il 3.0 ed il 4.0 perché ha capito l’importanza di investire nei processi digitali di trasformazione industriale ma non ha pianificato nel dettaglio le proprie azioni, risultando così ancora bloccato in un limbo rivoluzionario.

Gli Attaccanti 4.0 sono, nonostante siano soltanto il 20% delle imprese italiane, i capofila della digital transformation. Gli unici ad oggi ad aver davvero compreso le potenzialità offerte dall’Industry 4.0 coniugando con successo vision ed execution con un’attenzione particolare al collegamento tra OT ed IT nella pianificazione degli investimenti.

Le Imprese in Cammino sono invece forse le più riflessive tra tutte perché hanno iniziato a formare una propria visione dell’Industria 4.0, ma non hanno ancora completato il percorso perché occupate a sperimentare, testare le varie tecnologie ed implementare le proprie conoscenze in materia. Rispetto al totale, le aziende in cammino sono solo il 15% circa.

Nel mezzo di questa classifica troviamo i Teorici, ossia quel 29% di imprese italiane che ha sviluppato una buona visione del percorso da intraprendere per abbracciare l’Industria 4.0, ma che non riesce a compiere azioni concrete verso questa direzione. Nel mezzo di questa classifica troviamo i Teorici, ossia quel 29% di imprese italiane che ha sviluppato una buona visione del percorso da intraprendere per abbracciare l’Industria 4.0, ma che non riesce a compiere azioni concrete verso questa direzione. 


  1. Gli Attaccanti 4.0 sono, nonostante siano soltanto il 20% delle imprese italiane, i capofila della digital transformation. Gli unici ad oggi ad aver davvero compreso le potenzialità offerte dall’Industry 4.0 coniugando con successo vision ed execution con un’attenzione particolare al collegamento tra OT ed IT nella pianificazione degli investimenti. 
  2. Le Imprese in Cammino sono invece forse le più riflessive tra tutte perché hanno iniziato a formare una propria visione dell’Industria 4.0, ma non hanno ancora completato il percorso perché occupate a sperimentare, testare le varie tecnologie ed implementare le proprie conoscenze in materia. Rispetto al totale, le aziende in cammino sono solo il 15% circa. 
  3. Nel mezzo di questa classifica troviamo i Teorici, ossia quel 29% di imprese italiane che ha sviluppato una buona visione del percorso da intraprendere per abbracciare l’Industria 4.0, ma che non riesce a compiere azioni concrete verso questa direzione.  
  4. I Praticoni sono il 15% delle aziende italiane che è rimasto bloccato tra il 3.0 ed il 4.0 perché ha capito l’importanza di investire nei processi digitali di trasformazione industriale ma non ha pianificato nel dettaglio le proprie azioni, risultando così ancora bloccato in un limbo rivoluzionario.
  5. Lo scenario italiano si chiude infine con le Belle Addormentate, quelle aziende che non sanno reagire a queste nuove opportunità e sembrano avvolte dal sonno tra la “non-azione” e forse l’ignoranza in materia. Questo profilo rispecchia il 21% delle PMI, percentuale simile agli Attaccanti dell’innovazione.
  6. Le Imprese in Cammino sono invece forse le più riflessive tra tutte perché hanno iniziato a formare una propria visione dell’Industria 4.0, ma non hanno ancora completato il percorso perché occupate a sperimentare, testare le varie tecnologie ed implementare le proprie conoscenze in materia. Rispetto al totale, le aziende in cammino sono solo il 15% circa.

  7. Nel mezzo di questa classifica troviamo i Teorici, ossia quel 29% di imprese italiane che ha sviluppato una buona visione del percorso da intraprendere per abbracciare l’Industria 4.0, ma che non riesce a compiere azioni concrete verso questa direzione; 

  8. I Praticoni sono il 15% delle aziende italiane che è rimasto bloccato tra il 3.0 ed il 4.0 perché ha capito l’importanza di investire nei processi digitali di trasformazione industriale ma non ha pianificato nel dettaglio le proprie azioni, risultando così ancora bloccato in un limbo rivoluzionario;
 Lo scenario italiano si chiude infine con le , quelle aziende che non sanno reagire a queste nuove opportunità e sembrano avvolte dal sonno tra la “non-azione” e forse l’ignoranza in materia. Questo profilo rispecchia il 21% delle PMI, percentuale simile agli Attaccanti dell’innovazione. 

Il 48% delle realtà intervistate dichiara di aver dato inizio a varie iniziative legate all’Industria 4.0 nel corso del 2017, dato che fa quindi risaltare la non urgenza percepita da circa la metà delle imprese italiane. Più dei due terzi afferma di comprendere l’importanza del cambiamento culturale per trovare un pensiero comune tra IT ed OT, ma siamo ancora troppo lontani. Si fa strada invece l’ottimismo quando il 31% afferma di avere budget da investire nella trasformazione digitale e, con il raggiungimento dei risultati sperati, si dichiara pronta ad investire maggiormente. La fiducia nel futuro, grazie alle prospettive offerte dal Piano Calenda, sembra attestarsi intorno al 50% degli intervistati ed è auspicabile scrollarsi di dosso la diffidenza tipicamente italiana nell’affrontare i cambiamenti produttivi. Siamo chiamati a rispondere alla sfida del “Made in Italy 4.0” e speriamo che presto tutti gli imprenditori italiani saranno considerati degli Attaccanti. 

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