milnao pride

 

 

 

 

 

 

 

Il secondo player al mondo nei servizi HR sostiene la manifestazione “arcobaleno”

che animerà Milano dal 22 giugno all’1 luglio con eventi culturali, sociali e sportivi.

 

Le discriminazioni sessuali sul posto di lavoro, purtroppo, sono ancora una realtà ed è necessario l'impegno di tutti per favorire l’adozione nelle aziende di politiche e misure volte a promuovere il rispetto e l’integrazione delle differenze, anche nel campo dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

Consapevole del valore della diversity come fonte di arricchimento sul posto di lavoro, Randstad sarà sponsor del Milano Pride 2018 - la manifestazione che animerà Milano dal 22 giugno all’1
luglio con eventi culturali, sociali e sportivi legati al mondo LGBT - prendendo posizione contro lo stigma e i pregiudizi che riguardano l’orientamento sessuale delle persone.

Il rispetto delle diversità e il ripudio di ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale (oltre che sul genere, sulla razza, sul credo religioso e politico) trovano riferimento esplicito nel Codice Etico di Randstad, sono parte integrante della cultura e dei valori della società e rappresentano un fattore determinante per il suo modo di fare business. Nel 2011 Randstad, prima agenzia per il lavoro in Italia, ha sottoscritto la Carta delle Pari Opportunità e dell’Uguaglianza sul Lavoro presso il Ministero del Lavoro, una dichiarazione di intenti per la diffusione di una cultura aziendale e di politiche delle risorse umane inclusive, libere da discriminazioni e pregiudizi.

Fin dalla sua fondazione, inoltre, Randstad si impegna a creare un luogo di lavoro libero da discriminazioni e pregiudizi e che sia realmente inclusivo e senza barriere. Già da alcuni anni, ad esempio, i dipendenti omosessuali di Randstad che si sposano all’estero godono del congedo matrimoniale, e coloro che adottano un bambino possono beneficiare del congedo parentale e del contributo economico Baby Randstad, destinato al pagamento dell’asilo nido.

“Un ambiente di lavoro più aperto, inclusivo e rispettoso delle differenze è un vantaggio sia per le singole persone sia per le aziende – dice Valentina Sangiorgi, Chief HR Officer di Randstad Italia –. Un dipendente costretto a nascondere il proprio orientamento sessuale e sentimentale per timore del giudizio di colleghi e responsabili è sicuramente meno motivato, il che si traduce in un danno per le performance aziendali. L’inclusione delle diversity, inoltre, porta diversi punti di vista e contribuisce a innovare processi, prodotti e servizi. Infine, rappresenta un vantaggio anche in termini di employer branding, perché migliora l’immagine dell’azienda e contribuisce ad attrarre e a trattenere i talenti migliori”.