sviluppo sostenibile

Le città sono hub per lo sviluppo umano ed economico. Affinché lo sviluppo urbano sia sostenibile e inclusivo, l'accesso alle informazioni, all' istruzione e a un lavoro dignitoso sono fondamentali. Che cosa dovrebbero fare le città per assicurarsi che rimangano competitive e inclusive per tutti i residenti?

Come parte della serie Flexibility@work, la pubblicazione Randstad  "Sustainable growth in the age of cities" esplora il modo in cui le città sono passate da un modello di scarsa condivisione verso i complessi ecosistemi che si stanno formando oggi. È possibile trovare un modello simile nello sviluppo delle imprese, dei cittadini e degli stessi rapporti di lavoro. Le reti che collegano le persone attraverso i continenti stanno diventando sempre più dense, più veloci e più estese ogni anno. La dipendenza reciproca e le connessioni transnazionali di città, imprese e cittadini portano ad una necessità di politiche che soddisfino questi complessi ecosistemi.   

Le città sono attrattive per gli individui sia ad alto che a basso reddito. Questo è il motivo per cui le grandi città spesso hanno alti livelli di disuguaglianza. Gran parte di questa disuguaglianza può essere ricondotta al potenziale dei propri residenti nel mercato del lavoro, che è fortemente influenzato dai progressi tecnologici. I lavori di routine sono i più vulnerabili  in relazione ai progressi tecnologici. Tuttavia, nella maggior parte delle economie avanzate, il lavoro non di routine altamente qualificato è aumentato considerevolmente, mentre i lavori di routine stanno generalmente scomparendo, indipendentemente dal livello di abilità. È interessante notare che anche i lavori a basso costo non di routine sono in aumento, in particolare nei settori che sono ancora difficili da automatizzare, come i servizi di assistenza e personali.

Ciò è dimostrato nella prima parte della pubblicazione, in cui la ricerca condotta da Maarten Goos et al. mostra come ogni nuovo lavoro altamente specializzato nella tecnologia possa essere un catalizzatore fino a cinque nuovi posti di lavoro, sia di bassa che di media specializzazione. Questa pubblicazione dimostra anche come la maggior parte di questi nuovi posti di lavoro siano creati nelle città in cui è presente una grande forza lavoro a bassa specializzazione,  che può ottenere una migliore qualifica professionale.

Nel futuro del lavoro, il valore competitivo di una città non è confinato nella capacità di attrarre business. Una città competitiva offre opportunità per tutti i residenti, cerca di ridurre le ineguaglianze, e protegge le persone vulnerabili. Le competenze, incluse le cd. soft skills, sono essenziali per un mercato urbano del lavoro inclusivo, o come sostenuto dall’OECD nel 2016: “Le politiche del mercato del lavoro e delle competenze nonché i regimi fiscali e previdenziali dovranno essere adattati per promuovere l'adeguamento delle competenze e la mobilità del lavoro, garantendo al tempo stesso che il lavoro, anche il lavoro a bassa retribuzione, fornisca un reddito sufficiente per sfuggire alla povertà”.

Investendo nell’educazione, nella mobilità del lavoro, e nella cooperazione pubblico privato, le città possono essere allo stesso tempo competitive e inclusive per tutti i propri residenti. Solo allora sarà possibile la creazione di una forza lavoro competente e un mercato del lavoro inclusivo che sarà la chiave per uno sviluppo urbano sostenibile.  


Jacques van den Broek