roger federer: i valori dello sport nel mondo del lavoro

30/01/2017 12:39:28

Roger Federer Si può amare o meno lo sport, si possono avere preferenze in materia, ma certamente davanti al talento sconfinato di un campione è difficile rimanere indifferenti. E così è stato ieri mattina, guardando alla televisione un ragazzo di 35 anni che sollevava emozionato al cielo il suo 18esimo slam. Esulando dal trionfo sportivo, di cui c'è ben poco da aggiungere, vale la pena fare un passo oltre e provare ad analizzare la vittoria di Roger Federer sotto altri aspetti più vicini al mondo del lavoro.

Il primo è sicuramente l'età: 35 anni, sportivamente parlando, sappiamo che è all'incirca la soglia limite per rimanere quantomeno competitivi, figuriamoci vincenti. Eppure quello che è successo ieri non è stato frutto del caso.
La professionalità e la dedizione scrupolosa sono alla base di qualsiasi storia di successo duratura, unite al talento e all'esperienza che ti permette di conoscere te stesso e saper leggere efficacemente le situazioni.

L'infortunio: 6 mesi fa Federer annunciava il suo forfait alle Olimpiadi di Rio per il reiterarsi dei suoi problemi al ginocchio ripresentandosi sui campi da tennis solo a inizio gennaio.
Dentro tutto questo lasso di tempo possiamo ritrovare la fondamentale capacità di lavorare per obiettivi di breve, medio e lungo periodo.
La pazienza e la costanza sono due virtù che spesso mancano nel mondo del lavoro, ma che invece permettono di avere sempre una visione chiara di dove stiamo andando, ancora di più in situazioni critiche, senza farci perdere nella frenesia dei momenti.

La "testa": dopo due set pari Federer chiede il time out medico alla fine del parziale, ma quando rientra è freddo e deconcentrato, ritrovandosi subito sotto nel gioco e nel punteggio. E’ qui, nel momento decisivo del match, che risiede la vera chiave di tutta la partita: essere in grande difficoltà ma rimanere concentrati, credere in sé stessi e nelle proprie capacità per riconquistare passo dopo passo la propria leadership. E’ lui stesso che a fine partita ce lo racconta: “il segreto è stato di pensare a punto dopo punto, senza guardare troppo oltre”.
Trovare la strategia più adatta contestualizzandola al momento, per raggiungere efficacemente l’obiettivo.

Ed è così che quasi 5 anni dopo dall’ultima vittoria in uno Slam a Wimbledon, Roger Federer torna agli Australian Open per conquistare uno dei trofei più prestigiosi. Seppure siano tante le differenze con la quotidianità che affrontiamo tutti i giorni è altrettanto vero che storie del genere sanno regalarci tanti insegnamenti che nessun libro potrà mai impartirci.
Grazie a Re Roger e grazie a tutto lo sport.