in che modo gli italiani restano competitivi nel mercato del lavoro?

03/05/2018 13:22:19

Italiani competitivi nel mercato del lavoro Kantar TNS è l'istituto di ricerca interpellato da Randstad per condurre l'ultimo studio sul tema dell'attrattività delle aziende percepita dai dipendenti. La Randstad Employer Brand Research 2018, basata sui dati raccolti intervistando oltre 175.000 soggetti di 30 Paesi differenti, ha permesso infatti di misurare lo stato di più di 5.700 aziende e le aspettative della forza lavoro a livello mondiale, coinvolgendo, nello specifico dello scenario nazionale, 150 aziende con oltre 1000 dipendenti e un totale di circa 6.000 lavoratori, studenti e disoccupati tra i 18 e i 65 anni.

Oltre a stilare una classifica degli elementi che rendono un lavoro appetibile, lo studio ha evidenziato anche quali sono i possibili criteri secondo i quali un lavoratore possa mantenersi costantemente competitivo nel mercato occupazionale. Questo è un tema importante che coinvolge sia chi è soddisfatto del proprio impiego e vuole svolgerlo al meglio, sia chi invece è insoddisfatto della propria posizione e vuole ricollocarsi. In entrambi i casi, è necessario rendersi il più possibile interessanti nei confronti di un potenziale datore di lavoro in modo da essere facilmente occupabili o mantenere, magari migliorandola, la propria carriera.

Al primo posto, secondo i dati della ricerca, il 51% degli italiani considera fondamentale avere una mentalità elastica che possa permettere una buona apertura ai cambiamenti. Un approccio che viene ritenuto molto utile soprattutto dagli uomini e dalla fascia d'età più matura degli intervistati.

Come seconda strategia vincente, il 48% dei lavoratori del nostro Paese ritiene positiva la socializzazione in ambito lavorativo, sia nei confronti dei colleghi, sia con i propri superiori. Questa modalità è preferita dalle donne e dai più giovani.  

Il 40% dei soggetti pensa invece che sia necessario dimostrarsi disponibili a un'eventuale flessibilità di orario piuttosto che attenersi rigidamente agli orari di ufficio. Ciò darebbe dimostrazione di una buona attitudine lavorativa e aiuterebbe a mettersi in buona luce agli occhi del datore di lavoro. Questo tipo di elasticità è maggiormente presente nelle fasce d'età più giovani e con un livello di preparazione meno elevato.

A pari merito, con una percentuale di intervistati del 36%, si collocano la necessità di continui aggiornamenti sul proprio settore professionale e la frequentazione di corsi di formazione per mantenere le proprie competenze al passo con i tempi. Non c'è da stupirsi se questo tipo di modalità sia più diffuso tra i dipendenti con un grado di istruzione maggiore.

Solo il 19%, infine, vede nel dare la propria totale disponibilità a possibili trasferimenti in un’altra città la migliore scelta per dimostrarsi competitivi e occupabili. 

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