come nasce un’idea imprenditoriale di successo

25/05/2016 10:42:33

Sei arrivato a un punto della tua vita in cui senti di dover seguire le tue passioni e dare una svolta alla carriera? Mettersi in proprio e avviare un’impresa è una prospettiva molto allettante ma non bisogna sottovalutare la complessità di un simile proposito, i rischi e le insidie che nasconde. 

Per costituire un’impresa di successo è necessario avere, prima ancora che un capitale consistente, una buona idea di partenza: può sembrare banale, ma è proprio così. Un’idea brillante è in grado di attrarre investimenti, mentre il denaro da solo serve a poco se manca un piano. Ma come elaborare un’idea di business vincente e come tradurla in un progetto strutturato e maturo? 

Concepire un’idea imprenditoriale non è cosa che si possa improvvisare: è la parte più difficile dell’intero processo di realizzazione d’impresa, una fase delicata destinata a determinarne le sorti. La motivazione è importante sì, ma non basta, quel che più conta è avere un’idea realizzabile. Non è detto debba essere per forza originale - “l’idea del secolo” - l’importante è che sia innovativa e, soprattutto, che punti a un obiettivo raggiungibile. 

Ecco alcuni spunti e suggerimenti che potrebbero guidarti nella produzione di una valida idea di business. In definitiva, quel che è importante è porsi le domande giuste al momento giusto: ciò ti permetterà di concentrare gli sforzi su priorità e aree di intervento concrete e contribuirà a gettare solide basi per la tua attività. 

Prima ancora di studiare struttura e organizzazione dell’impresa, bisogna sapere cosa vendere e chi può essere interessato a comprare. Optare per un prodotto o servizio già esistente sul mercato non è detto  

In questa fase potrebbe tornare utile compiere una sorta di autoanalisi: riflettere sui propri punti di forza, inclinazioni, interesse e know-how precedentemente acquisito e metterli in relazione con il progetto che si desidera intraprendere. Questo potrebbe aiutare a individuare il settore per cui ci si sente più portati e, perciò, quello cui puntare.

Cosa più importante, non bisogna tralasciare di chiedersi: “All’interno di questo settore, quali bisogni, nuovi o esistenti, potrebbe soddisfare la mia idea?”, “In che modo potrebbe giovare ai potenziali clienti?”. Il che equivale a chiedersi: “A chi vendere?”. Sembra una domanda scontata, ma non lo è affatto: occorre stabilire sin dall’inizio se esiste un pubblico incline ad acquistare ciò che abbiamo intenzione di proporre.

Una volta individuati alcuni possibili ambiti verso i quali orientare le proprie attenzioni, il secondo passo è valutarne attentamente il mercato, cioè il potenziale di crescita economica. Una simile valutazione, essenziale per capire la fattibilità della propria idea, non può prescindere da un’accurata analisi dei competitor presenti sul territorio: chi sono, quanti sono, a chi si rivolgono, come sono organizzate le loro attività, quali costi sostengono e a quanto ammontano, indicativamente, i loro ricavi.

Se non c’è mercato, è meglio abbandonare qui la propria idea d’impresa e pensare ad altro; se invece s’intravede una nicchia in cui poter inserirsi e crescere, allora bisogna passare a considerare gli aspetti pratici del progetto, vale a dire l’organizzazione dei processi produttivi e la comunicazione, fondamentale per far conoscere il prodotto/servizio al mercato. 

Raccolti tutti questi elementi, dovrebbe essere ora possibile valutare i punti di forza e debolezza dell’idea d’impresa ed effettuare una stima del suo livello di rischio e delle opportunità di successo. Per procedere agilmente con queste considerazioni occorre stilare un business plan, un piano di sviluppo dell’attività che ne contempli tutti gli aspetti economico-finanziari, e i loro successivi passaggi. Con in mano il business plan, ora non resta che dedicarsi all’individuazione e ricerca dei possibili finanziatori!

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