come diventare giornalista pubblicista

04/01/2017 12:10:00

Prima di entrare nel dettaglio e scoprire quale prassi bisogna seguire per iscriversi all’albo dei giornalisti pubblicisti italiani è importante capire la differenza tra questa figura ed ilgiornalista professionista. Quest’ultimo infatti, a differenza del giornalista pubblicista, esercita esclusivamente l’attività giornalistica e non può contrarre altri rapporti lavorativi con enti ed imprese pubbliche o private.

Il giornalista pubblicista è invece un libero professionista che può occuparsi anche di altro e che svolge l’attività giornalistica in modo occasionale e non esclusivo per cui riceve una retribuzione stabilita da un contratto, spesso di collaborazione, con una testata registrata al Tribunale. La procedura per ricevere il patentino personale, con regolare matricola, che consente l’iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti, è stabilita dall’Ordine dei Giornalisti della Regione di residenza.

La regola principale per intraprendere questa carriera è lo svolgimento dell’attività giornalistica continuativa e retribuita da almeno due anni presso una testata (online, radiotelevisiva o cartacea) ufficialmente registrata al Tribunale e che abbia all’interno un direttore responsabile iscritto all’albo che certifichi dopo i due anni l’effettiva attività svolta dall’aspirante giornalista. Si può ottenere il tesserino anche collaborando con più testate nello stesso periodo purché si rispettino i requisiti di registrazione al Tribunale e la presenza di un direttore responsabile. Per quanto riguarda i requisiti fondamentali affinché la domanda d’iscrizione all’albo risulti ammissibile si deve fare riferimento ai chiarimenti offerti dall’Ordine dei Giornalisti.

Sul sito ufficiale www.odg.it si legge, infatti, che il richiedente deve godere in primis dei requisiti di legge previsti, ossia la cittadinanza italiana, l’assenza di precedenti penali e l’attestazione del versamento della tassa di concessione governativa. A questo punto si dovranno consegnare tutti i documenti che attestano l’avvenuta retribuzione per gli articoli redatti nei due anni ed una copia degli articoli pubblicati sulle testate, correlate con i certificati del direttore responsabile che attesta l’attività svolta.

A maggior ragione nel caso di articoli non firmati occorre allegare l’attestazione del direttore per comprovarne l’effettiva paternità. Ogni Regione stabilisce in modo autonomo il numero degli articoli richiesti durante i 24 mesi di collaborazione e l’importo della retribuzione lorda minima che consente di iscriversi all’Ordine. Nella sezione del sito dell’Odg “Ordini regionali” sarà possibile trovare anche informazioni utili per altra eventuale documentazione richiesta. Una volta organizzata tutta la documentazione appena elencata si potrà procedere con la domanda d’iscrizione, versando le imposte regionali e la marca da bollo direttamente all’Ordine dei Giornalisti della Regione di residenza.

Il Consiglio dell’Ordine regionale esaminerà tutta la documentazione presentata, gli articoli redatti e l’adempimento dei requisiti economici e di legge richiesti. In caso di accoglimento della domanda si avrà quindi accesso all’iscrizione nell’elenco dei Giornalisti Pubblicisti di riferimento.