il gender gap in Italia: la fotografia attuale.

04/10/2019 18:23:41

Con il termine gender gap si fa riferimento, in generale, a una forma di disparità che interessa il genere femminile, specialmente per quanto riguarda i rapporti di lavoro. A questo proposito, ciò che si rileva dal Global Gender Gap Report 2018, classifica messa a punto dal World Economic Forum, è un’immagine molto poco confortante per quanto riguarda il nostro Paese, passato dal 41° posto al 70° in soli tre anni. Si tratta, senza dubbio di un passo indietro che parla chiaro riguardo al divario di trattamento tra donne e uomini nel mondo del lavoro. 

Analizziamo in dettaglio ciò che emerge dal rapporto sul gender gap 2018 per capire meglio un fenomeno che continua a farsi largo nonostante i tentativi di sensibilizzazione o le strategie messe in atto, come le quote rosa.  

Gender Gap in Europa e in Italia: tutte le cifre

Il primo dato riguarda un aspetto importante, ovvero, le perdite economiche legate al gender gap: queste ammonterebbero, infatti, a ben 370 miliardi di euro l’anno, secondo la Commissione UE. Una cifra da capogiro, dunque, che dimostra ancora una volta che la forza lavoro femminile potrebbe essere una risorsa importantissima, capace di produrre ricchezza. Le donne, invece, pur essendo più qualificate e con alti livelli di istruzione, finiscono spesso per non accedere al mondo del lavoro per occuparsi dei figli e della famiglia, e questa è, di fatto, una perdita di risorse preziose.

Il gender gap in Italia

A far riflettere, poi, sono proprio le percentuali che indicano il tempo dedicato ogni giorno al lavoro domestico (tra 2013 e 2014, solo il 7,4% degli uomini si dedica a questo genere di incombenze, a fronte del 19,2% delle donne). Se guardiamo alla media europea, il 92% si occupa di attività domestiche e cura dei figli, mentre per il gli uomini la cifra è ferma al 68% (in Italia le percentuali sono del 97% per le donne del 73% per gli uomini). Il problema più grande riguarda, dunque, il divario tra generi: il maggior equilibrio si ha in Svezia, ad esempio, Paese in cui il 90% degli uomini si dedica alla casa e alla famiglia. Per contro, in Grecia il gap arriva al massimo con solo il 53% degli uomini impegnati a farsi carico di casa e famiglia a fronte del 95% delle donne. 

Donne al lavoro: quale parità di fatto per salari e ruoli?

La disparità tra le percentuali di donne e uomini che si dedicano alla cura dei figli o alle attività domestiche è uno dei fattori fondamentali che determinano lo svantaggio delle donne nell’ambito della loro carriera lavorativa. Tuttavia, non è l’unico aspetto in cui si concretizza una vera e propria discriminazione. Ancora una volta, a parlare chiaro sono i numeri: il salario medio di una donna e di un uomo, se comparati, mostrano un divario percentuale di 12,7 punti. Inoltre, nonostante vi siano ancora alcuni squilibri di rappresentanza in Parlamento o nei consigli comunali, qui la situazione sembra essere migliorata. A mostrare forti disparità di genere, però, sono ancora i vertici delle istituzioni: basti pensare, ad esempio, a come solo 2 regioni italiane su 20 siano guidate da una donna. 

Conclusioni: non c’è parità senza politiche strutturali

La questione del gender gap non può essere risolta se non mettendo in campo politiche di assistenza e sostegno per tutte quelle donne che cercano di non rinunciare né alla carriera né alla maternità. Lavoro e famiglia non dovrebbero essere alternative incompatibili, ed è per questo che si pone la necessità di tutelare e riconoscere l’importanza del ruolo genitoriale nel mondo del lavoro, sia per quanto riguarda la donna che l’uomo. Solo così sarà possibile tentare di ritrovare un maggior equilibrio di genere anche nel mondo del lavoro.