analisi e novità del crowdfunding in italia

23/03/2017 12:06:03

Crowdfunding in italia Con il termine inglese Crowdfunding – traducibile in italiano come “finanziamento collettivo” – s’intende quella pratica per cui attori privati, brand, aziende e tanti altre realtà si affacciano sul web per chiedere a gran voce di essere sostenuti attraverso raccolte di fondi che arrivano da donatori che credono in quella idea. Nel 2016 le piattaforme attive in Italia che ospitano i progetti in cerca di finanziamenti erano 68 e tra queste 12 – circa il 20% - sono state riservate a progetti legati al mondo dell’arte, della musica, del cinema, dell’editoria e della cultura in generale.

Le più utilizzate dagli utenti sono risultate essere Produzioni dal basso, Derev, Musicraiser, BeArt e WithYouWeDo, la piattaforma di crowdfunding creata da Tim che ha già visto la realizzazione di 28 progetti sui 70 pubblicati, raccogliendo 1,35 milioni di euro arrivati da 4 mila donatori. La media di finanziamenti che giunge a compimento su WithYouWeDo è di 40 mila euro, il dato più alto rispetto alla media nazionale.

Oggi in Italia il crowdfunding ha un giro economico di circa 90 milioni di euro, 60% in più rispetto al 2015. Il campo preferito dagli oltre tre miliardi di utenti connessi ogni giorno ad Internet sono le campagne culturali, seguite da quelle sociali, di business, i progetti di ricerca medico-scientifica ed il crowdfunding civico.

Aldilà degli strumenti previsti dal Governo - come l’Art Bonus per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo - sembra proprio che in soccorso delle operazioni culturali i cittadini scelgono sempre più spesso la via proposta dal web, sentendosi in questo protagonisti del cambiamento anche facendo piccole donazioni simboliche di 5 euro. Allo stesso modo soggetti istituzionali, grandi e piccole/medie imprese, brand e community di vario genere scelgono ogni anno di più il crowdfunding per lanciare campagne di raccolte fondi.

L’Equity Crowdfunding

Tra i vari modelli esistenti di Crowdfunding 56milioni di euro sono andati al lending (prestito tra privati), 23 milioni al donation (donazioni a favore del terzo settore), 7.5 milioni all’equity (finanziamento d’impresa dal basso) e “solo” 3 milioni al Do It Your Self. Queste ultime sono le campagne che non si appoggiano a piattaforme specifiche ma nascono spontaneamente tramite siti creati ad hoc e sono aumentate del 206% rispetto al 2016.

La novità del 2017 sarà infine l’ampliamento delle campagne degli Equity Crowdfunding che consentono a chiunque di investire in start-up innovative e compagnie in crescita, acquistando un titolo di partecipazione o alcune quote della società.

L’Italia è stato infatti il primo Pese che si è dotato di una normativa specifica per regolamentare le start-up innovative in materia di Equity Crowdfunding, possedendo inoltre anche il regolamento della CONSOB sulla “Raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali online”. In un secondo momento sono state aggiunte anche le PMI innovative estendendo a queste alcune agevolazioni fiscali ma non la detrazione fiscale al 30% che rimane legata agli investimenti in start-up.