master di datalogic e randstad: l’intervista ad un corsista

13/10/2016 10:07:12

Un partecipante al Master in Mechanical Engineering ideato da Datalogic in collaborazione con Randstad racconta la sua esperienza

Datalogic, azienda leader a livello mondiale nei settori dell’automazione industriale e dell’acquisizione automatica dei dati, ha trovato in Randstad il partner ideale per attuare il suo progetto di formazione e reclutamento di giovani talenti dell’ingegneria meccanica - progetto in linea con le più recenti tendenze affermatesi in ambito di selezione del personale.
È così che, tra aprile e maggio 2016, ha preso il via la prima edizione del Master in Mechanical Engineering nato dalla collaborazione tra Datalogic e Randstad.

Per la partecipazione al master sono stati selezionati, tra centinaia di profili, quelli di 10 laureati in ingegneria meccanica - profili altamente motivati che per un mese hanno collaborato con la divisione Ricerca e Sviluppo di Datalogic presso la sua sede bolognese di Lippo di Calderara di Reno. Un percorso formativo in azienda, questo, che ha permesso ai partecipanti di acquisire competenze specifiche con l’obiettivo di un loro successivo inserimento nella stessa divisione R&D di Datalogic.
Al termine del master sono state raccolte le impressioni dei partecipanti, che hanno espresso giudizi molto positivi tanto sull’idea stessa alla base del master - quella della formazione attuata direttamente “sul campo” da un’azienda del calibro di Datalogic - quanto sulla struttura stessa del corso.

Scopriamo quindi i dettagli dell’esperienza concreta del master fatta da uno dei partecipanti, Marco Insero, neolaureato in Ingegneria Aerospaziale di 25 anni, cui sono state rivolte alcune domande nel corso dell’intervista conclusiva.

Raccontaci brevemente il tuo percorso di studi e da dove nasce la tua passione per l’Ingegneria Meccanica.

Ho studiato Ingegneria presso l’Università di Napoli Federico II, facendo il pendolare dalla mia città, Formia, nel sud del Lazio. Mi verrebbe da dire che sono “figlio d’arte”, nel senso che mio padre, una persona estremamente pratica e fantasiosa, mi ha contagiato con la sua curiosità per tutto ciò che è tecnologia e ingegneria e ha fatto davvero molto insieme a mia madre per permettermi di studiare.
Pioggia, vento, treni in ritardo e partite del Napoli (la facoltà è attaccata allo stadio) non sono riusciti a frenare la mia passione per l’ingegneria e la matematica e così, dopo cinque faticosi anni, finalmente la tanto attesa laurea: sono diventato il primo laureato nella mia famiglia, che traguardo!

Come sei venuto a conoscenza dell’opportunità del Master in Mechanical Engineering e qual è stato il percorso di selezione?

Proprio una volta conseguita la laurea è arrivata la parte critica: la ricerca di un lavoro.
Mosso dalla curiosità, per mia scelta ho voluto allontanarmi da casa e da Napoli per fare un’esperienza all’estero.
Nella mia ricerca però mi sono imbattuto in un annuncio relativo alla città di Bologna, che offriva l’opportunità di fare un mese di formazione gratuita in Ingegneria Meccanica presso Datalogic, un’azienda dell’eccellenza Italiana.
Il corso, co-organizzato da Randstad e Datalogic, prevedeva al termine della formazione la possibilità di inserimento in azienda della maggior parte dei corsisti.
L’annuncio mi ha incuriosito e, essendo Ingegneria Aerospaziale una parente molto stretta di Ingegneria Meccanica, ho inviato il mio curriculum, uno dei pochi da me inviati in Italia.

Nel giro di qualche giorno sono stato contattato da Katia Mezzini di Randstad, una persona disponibilissima che ha aiutato me e gli altri corsisti chiarendo ogni nostro dubbio e supportandoci nella ricerca di una sistemazione a Bologna. 
Con Katia ho sostenuto una prima intervista conoscitiva via Skype, nel corso della quale è stato testato anche il mio inglese. Soddisfatta del mio interesse per l’azienda e per l’opportunità in sé, Katia mia ha anticipato che avrei affrontato un secondo colloquio con un responsabile HR di Datalogic.

L’intervista con Ilaria Cinelli è stata naturalmente più incentrata sull’azienda e volta a rilevare il mio reale interesse per Datalogic, che in un panorama come quello italiano ha spesso faticato a trovare ingegneri meccanici esperti di materie plastiche.
Io, che ho sempre studiato metalli all’università, non me lo sono fatto ripetere due volte: il master sarebbe stata l’occasione per fare la conoscenza di una materia mai studiata prima.
Dopo il colloquio con Ilaria, Katia mi ha chiamato per confermare la mia presenza tra i corsisti!

Quali pensi che siano stati i punti di forza del percorso formativo?

Il corso è stato svolto in azienda, nella sede centrale di Datalogic, dove risiede la Corporate.
Lì abbiamo seguito lezioni tenute dai tecnici di Proplast su materiali polimerici e svolto esercitazioni con programmi CAD per otto ore al giorno, dal lunedì al venerdì, tutto ben organizzato dal personale dell’azienda.
Ho imparato molto durante quelle lezioni, ma il corso mi ha lasciato molto di più delle conoscenze tecniche: è stata una vera e propria immersione nella vita di Datalogic, che mi ha dato la possibilità di valutare dall’interno cosa significasse lavorare lì, permettendomi in seguito di scegliere con lucidità se il lavoro facesse per me.

Al termine del corso sono cominciati i colloqui con il personale delle aree tecniche di Datalogic - colloqui specifici e mirati, di quelli in cui ai candidati vengono rivolte domande di ingegneria!
E diciamo che sono andati bene, visto che ora sto scrivendo da un computer seduto alla mia scrivania proprio qui, nella sede di Datalogic!

E ora? Di cosa ti piacerebbe occuparti?

Al momento sto lavorando a pieno ritmo su un progetto mio, a contatto con il personale multiculturale di Datalogic.
Posso dire di aver trovato un mio equilibrio in azienda: ogni giornata mi riserva, oltre al lavoro, la possibilità di fare formazione e di praticare la lingua inglese.
Per ora mi sono posto alcuni precisi obiettivi da raggiungere con Datalogic per dare il mio contributo all’azienda, così come Datalogic e Randstad hanno dato a me la possibilità di trovare una mia dimensione proprio qui, in Italia, nel mio Paese.