lorenzo vecchia, chef a km zero: dalla passione per la cucina al ristorante “in movimento”

30/10/2017 11:13:23

Lorenzo Vecchia, 25 anni, innegabilmente giovane e profondamente Chef. Una passione straordinaria per la cucina coltivata dall’età di sedici anni, unita ad una vocazione e consapevolezza imprenditoriale non comuni, anagraficamente parlando. Dopo una gavetta in giro per il mondo, Lorenzo ritorna volontariamente nella piccola realtà della campagna milanese per mettere in piedi un progetto culinario strettamente integrato con la valorizzazione del territorio circostante, grazie alla cucina di qualità e al Km zero.

Abituati come siamo agli show culinari, raccontaci una storia vera: qual è stato il tuo percorso?

La mia avventura nel mondo dei fornelli inizia all’età di 17 anni, quando cominciai a lavorare, attraverso la scuola, in cucina da Cracco a Milano. Quella è stata la prima esperienza importante, che si è rivelata la base per il mio successivo girovagare per il mondo tra Spagna, Francia, Canada e Inghilterra.

A 24 anni, dopo aver accumulato un bagaglio di conoscenze significative, mi sono reso conto di avere delle buone idee e per di più apprezzate nell’ambiente. Perciò ho deciso che volevo investire su me stesso e aprire un ristorante. Sono tornato a casa mia, dove c’erano materie prime importanti e non c’era niente di quello che avevo in mente. Probabilmente a Milano avrei avuto molte più possibilità ma sarebbe stato tutto diverso, a partire dalla soddisfazione di generare valore nel posto in cui sono nato e cresciuto.

Da dove nasce l'idea di questo progetto? Raccontacelo in breve.

Il ristorante nasce dal concetto di valorizzazione del mio territorio. Il Km zero, dove è possibile, è importante per far lavorare i produttori di qualità e creare così un circolo virtuoso. Prodotti migliori per una cucina naturale di qualità, premiando l’approccio locale.





Lavorare sulla stagionalità, inoltre, costa meno ed è più buono.

Il mio menù è in costante cambiamento perché per me variare è sempre un divertimento, oltre che essere una necessità. I prodotti, infatti, sono dipendenti dal periodo dell’anno e non sono in scala industriale, appunto perché i produttori sono piccoli e locali.

Se dovessi descrivere il mio ristorante, direi che è “in movimento”: tutto è sempre in evoluzione, oggi cucino questi piatti, ma domani potrebbe essere totalmente diverso per idee, stile e per gusti.

Sei partito da poco ma iniziano ad arrivare le prime soddisfazioni: quali sono i fattori principali di questa crescita?

Potrei dire che sono 4 le chiavi del successo in questo lavoro:

  • Indipendenza: sono uscito da casa a 17 anni per fare le mie esperienze personali e professionali, partendo dall’Italia e poi girando il mondo. Tutto questo ti dà una “consistenza” come persona, attraverso i sacrifici e l’impegno.
  • Sopportazione: questo è un lavoro in cui si rinuncia a tanto. Ti ritrovi anche 18 ore al giorno completamente focalizzato sulla tua cucina, privandoti perciò del tempo per te stesso. I colleghi diventano la tua famiglia.
    Anche economicamente è stato investito molto per un ragazzo di 24 anni. I clienti alla fine non sono mai mancati nonostante sia difficile farsi conoscere in provincia, non tanto dalla gente del settore, ma più che altro dal pubblico.
    È stato anche molto difficile trovare ragazzi giovani da inserire e disposti a lavorare sodo. Si guardano i programmi di cucina in televisione, ma non si sa che per arrivare lì si fa veramente fatica.
  • Talento: ogni giorno lavori per migliorarti, con umiltà e adattamento continuo. Ciò non toglie che il talento personale è quella scintilla che fa la differenza.
  • Fortuna: su questa non c’è molto da aggiungere :)

Un messaggio per chi vorrebbe intraprendere il progetto dei propri sogni?

Per prima cosa, occorre valutare se quello che si vuole fare è effettivamente assente nel contesto in cui si andrà ad operare. Se non esiste, significa che c’è un’opportunità. Occorre fare delle valutazioni analitiche partendo dall’originalità della propria intuizione: ho visto ristoranti di successo sperduti in mezzo al nulla!

L’importante è proporre un’idea giusta, vincente e diversa dagli altri.
E poi bisogna crederci, nonostante i problemi e i sacrifici.