lavoro nelle associazioni culturali. scopriamo come funziona e quali diritti si hanno

10/03/2017 16:20:50

Nel mese di Marzo dello scorso anno è stato stipulato il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i lavoratori dipendenti delle Associazioni culturali e di altre Organizzazioni del Terzo Settore tra CONFIMPRESEITALIA, FESICA CONFSAL e CONFSAL FISALS con l’assistenza di CONFSAL, la Confederazione Generale dei Sindacati Autonomi dei Lavoratori.

Attraverso questa riforma del terzo settore è finalmente riconosciuta l’importanza che hanno le cosiddette “imprese sociali” nel generare lavoro, servizi sociali e benessere per l’intera collettività e, al tempo stesso, con essa si intende regolarizzarne i contratti di lavoro. Le associazioni che rientrano in questa definizione si occupano di cultura, sport, ricreazioni, assistenza sociale, sanità, istruzione, ricerca e tutela degli interessi.

Associazioni culturali: cosa sono e quali novità introduce il CCNL

Le associazioni culturali sono organizzazioni non profit che non riguardano né lo Stato né il Mercato, poiché si comportano in tutto e per tutto come imprese private che hanno dipendenti al loro interno, ma che non possono distribuire gli utili. Con la creazione del CCNL per le associazioni culturali si va quindi a tutelare la dignità e l’inviolabilità della persona, anche in materia di rapporti interpersonali, ambiente, salute e sicurezza sul lavoro. Ad oggi esistono due tipi di CCNL per il terzo settore: quello di I Livello e quello di II Livello, detto anche Contratto Integrativo Territoriale di Settore e/o di Organizzazione.

A partire dal 1° gennaio 2016, quindi, le associazioni culturali possono retribuire i soggetti che operano nell’ambito delle attività organizzate dalla stessa, tramite le “prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente” o con quelle inerenti “l’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere”. I compensi devono comunque rientrare tra i redditi diversi previsti dall’articolo 67 del TUIR, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

Le attività svolte dalle associazioni culturali per cui sono previste tali retribuzioni devono essere del tutto occasionali, senza rispettare i requisiti di professionalità e prevalenza. Il lavoratore autonomo occasionale non ha quindi alcun vincolo di subordinazione e coordinamento con il committente. Non essendo però ad oggi prevista la ripetibilità della prestazione, dove consentito dalla legge si può usufruire dei voucher per ogni prestazione a carattere accessorio.

Esenzione per lavoro presso associazioni culturali

Il lavoratore autonomo occasionale che percepisce nell’arco dell’anno solare – dal 1° gennaio al 31 dicembre – più di 5000 euro, deve iscriversi alla Gestione separata istituita dall’INPS, come previsto anche per i collaboratori coordinati e continuativi. La contribuzione deve però essere applicata sul compenso del lavoratore autonomo al netto delle spese sostenute, come certificato da ricevute - o note - emesse da quest’ultimo.

L’importo retributivo deve infine essere calcolato al lordo delle trattenute fiscali, tenendo conto che questa ammonta al 20% per soggetti residenti e al 30% per i soggetti non residenti. Le aliquote contributive dei lavoratori autonomi occasionali sono le stesse previste per gli altri iscritti alla Gestione separata.