granbassi, torricelli e mordente: investire sul futuro dopo lo sport.

16/02/2018 09:18:55

Granbassi, Torricelli e Mordente La carriera sportiva è una scelta di vita, fatta di grandi gioie, sacrifici quotidiani e tanto lavoro che rimane nell’ombra. Anche per i più fortunati che vengono ripagati degli sforzi profusi degli anni, resta innegabile il fatto che, una volta terminato il proprio percorso nello sport, cosa fare nel futuro è spesso un grande punto di domanda. Essere un ex atleta è estremamente complesso, soprattutto quando si cerca di ricollocarsi in mondi professionali distanti dalla propria disciplina. Ma quando “combattere” è stata una costante nella tua vita, allora anche l’incognita di cosa fare da grande non può essere affrontata che con il medesimo spirito.

Abbiamo avuto il piacere di chiedere a tre grandissimi campioni come stanno vivendo questa sfida all’interno di Randstad Next, il nostro percorso di orientamento professionale per sportivi: Margherita Granbassi, Moreno Torricelli e Marco Mordente.

Ciao Margherita, dopo una splendida carriera sportiva come lo è stata la tua, che cosa ti ha spinto a voler pianificare un nuovo percorso professionale molto diverso dalla scherma?

Tutti noi paghiamo una sorta di senso di inadeguatezza nei confronti di tutto ciò che sta al di fuori del mondo dello sport e abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica come poter trasferire al meglio la nostra esperienza all’interno del mondo aziendale. Ho intrapreso questo percorso perchè sentivo il bisogno di rimettermi in gioco e di realizzarmi in un contesto completamente diverso da quello a cui sono sempre stata abituata.  Molti ex sportivi come me devono crearsi in qualche modo un’alternativa professionale per il proprio futuro, per portare la passione che ci ha permesso di avere successo nello sport anche nel lavoro.

Moreno, secondo te quali sono le competenze che fanno di un atleta un vincente in campo e che possono essere carte vincenti anche in azienda?

Nel calcio come nel lavoro è importante saper convivere all’interno di un gruppo e mettere a disposizione degli altri tutto ciò che si ha. Le qualità che davvero fanno la differenza non sono necessariamente quelle tecniche, ma quelle che permettono a te e ai tuoi compagni di essere una squadra.
Ho avuto la fortuna di far parte di un gruppo vincente che ha saputo raggiungere grandi obiettivi grazie ad un forte sentimento di squadra, che ha spinto negli anni ogni giocatore a mettere il bene del team prima del proprio. È stato proprio questo l’elemento che ha spostato l’equilibrio dalla nostra parte.

Dopo una vita passata sotto canestro, Marco, perché è importante essere supportati nell’orientamento in un mercato del lavoro sempre più mutevole e complesso?

Perché noi sportivi viviamo per tutta la nostra carriera in un mondo troppo spesso sconnesso da quello del lavoro e, una volta conclusa la nostra esperienza sul campo, ci ritroviamo a scontrarci con una realtà che è molto diversa da quella che pensavamo. Abbiamo bisogno di intraprendere un percorso efficace di orientamento professionale che ci dia la possibilità di capire come possono essere sfruttate al meglio le nostre competenze.

Cosa ne pensate del progetto di orientamento Randstad Next e quali sono le aspettative per questo percorso?

È importante seguire un cammino serio di orientamento perchè durante la nostra carriera abbiamo pensato maggiormente alla nostra vita sportiva senza pensare a quello che sarebbe stato il nostro futuro. 
L’obiettivo di questa nuova grande sfida è arricchirsi dal punto di vista personale e professionale, capendo in quale settore possono essere inserite al meglio le competenze particolari che abbiamo costruito durante gli anni.