disegna la tua vita felice: come progettare la propria carriera.

19/06/2019 11:44:15

Il nuovo premier neozelandese ha mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale e ha presentato una legge di bilancio che parla di benessere: oltre un miliardo di euro, l'investimento maggiore, è destinato alla salute mentale. Un tabù quando ne parliamo noi, ma nella legge proposta si parla proprio di ansia e depressione che - anche in forme lievi - impattano sulla quotidianità (e sul lavoro). È un interessante segnale che arriva da quello che - secondo Forbes - è comunque all'ottavo posto tra i 10 Paesi più felici al mondo.

Chi non si è mai sentito infelice?

Esiste un corso a Stanford che si chiama Design your life e quest'anno il libro che raccoglie consigli ed esercizi ideati da Bill Burnett e Dave Evans, i professori che tengono ancora oggi il corso su come fare della propria vita un progetto meraviglioso, è stato tradotto in italiano e pubblicato da Bur Rizzoli con la prefazione di Francesca Parviero.

Una delle parti centrali del libro è il focus sulla felicità. Si parte da dove sei, si costruisce una bussola, ci si orienta, ci si sblocca e si progetta la propria vita fino ad arrivare a punto: al capitolo in cui il libro ci invita a scegliere la felicità.

Progettare una carriera, e una vita, richiede non solo di avere un gran numero di opzioni e di buoni alternative, ma anche l'abilità di fare buone scelte e di viverle con fiducia il che significa accettarle e non avere ripensamenti indipendentemente dal punto di partenza, dallo stadio della vita e della carriera in cui ci si trova, ma da quanto eccezionali e pessime si percepiscono le circostanze che si vivono, spiegano i due autori. Siamo pronti a scommettere il nostro ultimo dollaro che tutti hanno lo stesso obiettivo nel loro Life Design: la felicità.

Non serve immaginare di poter usare una bacchetta magica. Il segreto della felicità non è fare la scelta giusta, ma imparare a scegliere bene. Tra gli esercizi che suggeriscono - io adoro gli esercizi - sono i seguenti:

- fase 1. raccogli e crea opzioni
- fase 2. restringi la lista
- fase 3. scegli saggiamente
- fase 4. lascia andare e vai avanti

Il libro fa molti esempi delle nostre convinzioni limitanti e quella che riguarda la nostra felicità è che spesso crediamo che felicità voglia dire avere tutto. La felicità, invece, secondo il reframe suggerito, altro non è che lasciare andare tutto quello che non ti serve. Questa fase in particolare del lasciare andare si basa sulla disciplina personale.

Come progettare la propria carriera

La parte più bella, il punto essenziale, è ricordare che le scelte immaginate non esistono veramente perché non possono essere messe in pratica: non stiamo tentando di vivere una vita di fantasia ma di progettare una vita vera e vivibile.

John Helliwell, della University of British Columbia, in Canada, ha pubblicato sul Journal of Happiness Studies una ricerca che dimostra come l’essere ben disposti nei confronti degli altri aumenti il livello di felicità, e come questo condizioni positivamente la propensione a combattere la crisi economica. Anche Luca Stanca, economista dell’Università Bicocca di Milano, ha paragonato alla soddisfazione data da un aumento di stipendio la sensazione che prova chi dona il proprio tempo agli altri con un’azione disinteressata, per esempio facendo volontariato. Insomma, chi è solidale è anche più soddisfatto della propria vita.

E tu sei pronto a scartare le opzioni inesistenti e lavorare sulla tua felicità?

Domitilla Ferrari

Docente di Comunicazione Digitale e Social Media, autrice e esperta di connectivity e cross collaboration.
Laurea in Psicologia e Executive MBA alla Bocconi, Domitilla Ferrari lavora in Webranking, agenzia di digital marketing tra i 50 Great Place to Work in Italia. Ha scritto Due gradi e mezzo di separazione. Come il networking facilita la circolazione delle idee (e fa girare l’economia) e Se scrivi, fatti leggere. L’importanza della riconoscibilità in Rete, entrambi per Sperling & Kupfer.
Da sei anni insegna Comunicazione Digitale all’Università di Padova, da tre nel corso di Comunicazione Pubblicitaria dello IED a Milano, e fa parte del tavolo di lavoro sul Direct Advertising aperto da IAB quest'anno.
Crede che il mondo sia piccolo e le connessioni un dono: ha un blog dal 2003 e nel 2016 è stata TEDx speaker a Verona dove ha raccontato il suo approccio alla Rete e alle reti.