la voglia di migliorare se stessi per non smettere mai di crescere: la ricetta del campione di F1 Daniil Kvyat.

22/05/2020 08:00:00

Dall’esordio con i go kart ad appena 9 anni fino al debutto in Formula 1 nel 2014, Daniil Kvyat non ha mai smesso di crescere. A spingerlo è sempre stata la costante voglia di migliorarsi. Necessaria quando trascorri gran parte della tua vita con un piede pigiato sull’acceleratore, macinando chilometri su chilometri per tagliare traguardi sempre più importanti.

Ospite di Jack Sintini, head of Randstad Sport, nel quinto appuntamento dell’iniziativa “distanti ma vicini, con lo sport che ci unisce”, il pilota russo della scuderia AlphaTauri ha raccontato il lungo percorso che lo ha portato a gareggiare nella massima competizione sportiva automobilistica. Il campione di Formula 1 ha spiegato quali dovrebbero essere le qualità necessarie per emergere in questo sport, fornendo degli ottimi spunti applicabili anche al mondo del lavoro in generale.

dai kart all’esordio in Formula 1.

Daniil ha soli 9 anni quando comincia a gareggiare sui kart. Con il mondo delle corse è amore a prima vista. Se ne rende conto ancor di più quando arrivano i primi successi. “Vincere diventa come una droga”, spiega nella diretta - “regala un’emozione unica, non paragonabile a nessun’altra”. Da quel momento in poi la sua vita sportiva e professionale diventano una continua rincorsa, alla ricerca di emozioni sempre più forti. Senza accontentarsi mai. Nemmeno quando nell’ottobre del 2013 viene ingaggiato dalla Scuderia Toro Rosso per correre il suo primo mondiale di Formula 1 nel 2014, perché “è bello arrivarci, ma poi vuoi sempre di più”. Ciò che guida Daniil nel suo percorso di crescita è una costante “tensione positiva” e la consapevolezza che “non si smette mai di imparare”. È indubbio, come in tutte le cose, che ci voglia una buona base di talento. Ma conta ancora di più vedere come ciascuno sia in grado di sviluppare le proprie doti. Giudice ultimo della bontà del proprio lavoro sono sempre i risultati “che non dicono bugie”.

la gestione delle performance.

Come in tutte le attività, sportive e lavorative che siano, un aspetto fondamentale è sicuramente la gestione della performance. Che, molto spesso, significa anche essere in grado di gestire le aspettative, sia le proprie che quelle degli altri. “Io cerco di non pensarci troppo, perché se lo fai rischi di perdere la concentrazione”. Per Daniil è cruciale restare focalizzato sul proprio lavoro, perché se lo si fa nel modo giusto, tutto il resto assume una rilevanza minore. “Sono abituato a questo tipo di pressioni”. A tal proposito, ci sono anche delle tecniche di concentrazione alle quali il pilota russo fa sempre ricorso, in una routine ormai consolidata. Ad esempio, prima della prestazione o tra le sessioni di libere Daniil non si nega quasi mai un power nap, un breve riposo ristoratore, fondamentale per recuperare le energie anche quando si ha poco tempo a disposizione. Il riposo è assolutamente funzionale alla capacità di concentrazione, che diventa un elemento chiave a maggior ragione in un mondo come quello delle corse in cui il margine per prendere decisioni è minimo.

il lavoro in team.

L’attuale squadra di Kvyat, la Scuderia AlphaTauri, è formata da un team nel quale sono presenti 26 nazionalità diverse. In un contesto del genere la buona gestione della diversità diventa evidentemente un requisito professionale, in termini di flessibilità e capacità di lavorare in team. Ma su questo aspetto Daniil ha le idee molto chiare. “Per me ogni persona (nella squadra) è un collega. Il linguaggio tecnico accomuna tutti”. In altre parole, non esistono barriere o differenze: gli unici aspetti che contano sono professionalità e competenze. 

Il supporto del team è poi fondamentale nella gestione delle emozioni negative. “Durante la gara o le prove, per la verità, ci sono pochi momenti in cui si può comunicare, ma vanno sfruttati”. Dai rettilinei ai pit stop, sono tutte occasioni in cui si può resettare e parlare con la squadra. Delicato, ma fondamentale, è anche il rapporto con il compagno di scuderia, che è allo stesso tempo un collega dal quale imparare e un competitor con cui confrontarsi. 

E alla domanda principe su quale sia la ricetta per avere successo in ogni professione, Daniil risponde senza esitazioni: bisogna lavorare, confrontarsi sempre con i migliori e non sentirsi mai arrivati. Senza fermarsi, proprio come in un Gran Premio.

distanti ma vicini con lo sport che ci unisce, l’iniziativa Randstad.

“Distanti ma vicini con lo sport che ci unisce” è la nuova iniziativa di Randstad Sport. Un'iniziativa, nata durante il periodo di emergenza, in cui affrontare argomenti di attualità e trascorrere in maniera alternativa le lunghe giornate di quarantena che continua anche durante la ripartenza, per accompagnare il nuovo momento che stiamo vivendo. Ogni settimana, Jack Sintini, Head of Randstad Sport, in diretta sul canale Instagram di Randstad Italia è in compagnia di grandi campioni dello sport, ma anche psicologi e professionisti dell’informazione sportiva per portare nel mondo del lavoro il linguaggio, le tematiche e i principi che da sempre accompagnano l’attività agonistica.

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