quali saranno le competenze professionali più richieste dopo l’emergenza Coronavirus?

12/5/2020 08:00:00

Come cambierà il mondo del lavoro? Quali saranno le competenze più richieste del futuro? Che scenario si presenterà una volta superata l’emergenza coronavirus? Ci sono molte domande alle quali oggi non possiamo rispondere con precisione. Difficilmente, però, le cose torneranno a funzionare esattamente come prima. In un contesto già fortemente rivoluzionato dai processi di innovazione digitale, la situazione di emergenza ha svolto il ruolo di acceleratore, costringendo a ripensare il mercato del lavoro. 

Gli uffici, le realtà aziendali e i rapporti professionali tout court sono destinati a cambiare. E con loro cambieranno anche le richieste delle aziende. Dalla creatività all’importanza dell'innovazione passando per un maggiore investimento nel lavoro digitale, ecco quali potrebbero essere le skills più richieste dopo l’emergenza.

Competenze post Coronavirus

le competenze necessarie per avere successo nel post Coronavirus.

Recentemente Forbes ha provato a tracciare il profilo del lavoratore ideale nel post emergenza, delineando la serie di competenze che dovrebbe avere per adattarsi al meglio al nuovo contesto. Secondo la rivista statunitense di economia, sarebbero nove in particolare le skills che potrebbero diventare presto le più richieste dalle aziende:

  1. flessibilità: la capacità di adattarsi ai luoghi di lavoro in continua evoluzione e di aggiornarsi continuamente, già fondamentale prima dell’emergenza, assumerà una rilevanza ancora maggiore nel mondo che verrà
  2. competenze tecnologiche: le aziende stanno investendo molto nella trasformazione digitale alimentando un processo che ha subito una decisa accelerazione a causa della pandemia. Ciascun professionista non potrà farsi trovare impreparato di fronte al cambiamento
  3. creatività: intesa soprattutto come capacità di adattarsi al cambiamento, che è una delle componenti chiave dell’innovazione
  4. competenze di data analysis: le aziende capaci di comprendere meglio e in maniera più rapida le tendenze avranno più possibilità di acquisire vantaggi concorrenziali e sopravvivere nel mercato post pandemia. Ecco perché specialisti nell’analisi dati e di tendenza potrebbero essere molto ricercati nel prossimo futuro
  5. pensiero critico: in un contesto in cui sono aumentate esponenzialmente le fake news sarà fondamentale sviluppare un solido senso critico nella valutazione delle informazioni
  6. competenze digitali e IT: l’informatizzazione delle aziende avvantaggerà inevitabilmente chi per primo ha sviluppato abilità in questo senso: dalle competenze di web development a quelle di digital marketing passando per la programmazione informatica
  7. leadership: la capacità di guidare un team con autorevolezza, cercando di tirare fuori il meglio da ciascuno, stimolando la collaborazione, sarà una delle caratteristiche sempre più richiesta dalle aziende
  8. impegno in una formazione continua: l’unico modo per stare al passo in un mercato del lavoro in costante evoluzione è aggiornarsi costantemente. Questa fame di conoscenza, già fondamentale oggi, lo sarà ancor di più in futuro.
  9. Un ruolo sempre più cruciale lo assumeranno evidentemente le cosiddette “soft skills”, doti legate alla sfera relazionale e a quella comportamentale, fondamentali a maggior ragione in una fase di grandi cambiamenti come quella che stiamo vivendo.

l’importanza dell’innovazione: la figura dell’Innovation manager.

Quando si parla di soft skills la figura professionale più esplicativa per comprendere questo tipo di competenze è sicuramente quella dell’Innovation Manager. Guardando alla definizione che ne dà Federmanager, non si tratta né di un tecnologo né di un iper-specialista, ma di un professionista capace di “creare una visione connettiva di vari aspetti e competenze necessarie a governare il salto verso la digitalizzazione”. Tradotto: leadership, visione strategica, creatività e curiosità in un’unica figura professionale. 

In un mondo del lavoro post Coronavirus, sarà fondamentale stare al passo con il cambiamento, se non addirittura anticiparlo attraverso un’accurata analisi delle tendenze e delle oscillazioni del mercato. Ecco perché una figura competente e attrezzata in questo senso sarà molto probabilmente una delle più ricercate dalle aziende che si affacceranno alla nuova normalità del post emergenza.

il processo di digitalizzazione del lavoro.

L’emergenza Coronavirus ha, infine, accelerato enormemente il processo di digitalizzazione del lavoro. Le nuove configurazioni che, per opportunità o necessità. sono state implementate hanno reso evidente come il modello economico del face to face andrà presto almeno riconsiderato. La presenza fisica è stata sostituita da modelli di smart working, riunioni virtuali e collaborazioni in remoto. È evidente che questi schemi non possano applicarsi a tutte le professioni, ma è altrettanto chiaro che difficilmente si potrà tornare indietro. Ecco perché le competenze digitali sono e saranno ancor più cruciali per i lavoratori di domani. Un’ottima alfabetizzazione digitale sarà un requisito imprescindibile senza il quale difficilmente si potrà affrontare con successo il post Coronavirus (leggi anche l’intervista di Marco Cerasa su Knowledge360: coronavirus, il mondo del lavoro che troveremo alla fine dell’emergenza).

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