visite fiscali 2018: gli orari di reperibilità

16/02/2018 17:55:32

Dal 13 gennaio 2018 è entrato in vigore il DM 2016/17, anche noto come Decreto Madia, in materia di visite fiscali in caso di assenza per malattia. Esso riguarda tutti i dipendenti sia pubblici che privati. Dipendenti di Asl, di aziende private, Carabinieri, lavoratori di enti locali, impiegati pubblici, insegnanti, militari, personale scolastico, Polizia di Stato, dipendenti statali e Vigili del Fuoco saranno infatti tutti soggetti indistintamente a controllo fiscale da parte del nuovo Polo Unico Inps, con alcune piccole altre modifiche rispetto alla normativa precedente.

Non è cambiata la modalità di richiesta della visita fiscale, che può essere sollevata da parte del datore o direttamente dall'Inps. Quello che cambia è che, se in precedenza il controllo poteva essere richiesto solo un paio di giorni dopo la dichiarazione di malattia, oggi è attivabile immediatamente: ciò significa che il lavoratore può ricevere la visita di controllo già nel primo giorno di assenza attestata dal certificato del medico. Non fanno eccezione le giornate festive e prefestive come i sabati e le domeniche, le giornate di riposo infrasettimanale conseguenti a turnazioni, i giorni di permesso o di licenza.  

Almeno per il momento, anche l'orario di reperibilità obbligatorio resta invariato, con l'obbligo per i lavoratori pubblici dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, mentre per i privati soltanto dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00. Saltata dunque la modifica degli orari prevista dal decreto Madia che voleva uguagliare a 7 ore per tutti i lavoratori sia nel Pubblico Impiego che nel settore privato. 

Un altro punto che è stato modificato dal decreto Madia è quello riguardante l'esenzione dall’obbligo di reperibilità per i lavoratori pubblici. Finora non si era soggetti a tale obbligo allorché ci si trovasse nelle seguenti condizioni: infortunio sul lavoro Inail; malattie professionali INAIL con Causa di Servizio; patologie gravi soggette a terapia salvavita; stati patologici connessi ad invalidità riconosciuta o visita fiscale già ricevuta. Il decreto entrato in vigore il 13 gennaio scorso riduce le cause di esclusione unicamente alla Causa di Servizio, ma solo nel caso in cui essa abbia dato luogo a menomazioni uniche o plurime secondo le tabelle contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, alle patologie gravi che richiedono terapie salvavita e agli stati patologici sottesi ad una situazione di invalidità riconosciuta esclusivamente se pari o superiore al 67%. È pertanto d'ora in poi possibile che avvengano visite fiscali ripetute per lo stesso evento di malattia.

Per incentivare l'operato e l'efficienza dei controlli, il decreto Madia introduce maggiorazioni di stipendio ai medici fiscali che faranno più visite e a chi eventualmente individuasse assenze ingiustificate.