visite fiscali 2016: guida su orari, regole e sanzioni

22/07/2016 14:45:37

Il Jobs Act, lo scorso anno, ha introdotto alcuni cambiamenti alle regole in vigore in fatto di visite fiscali, quelle visite mediche cui i dipendenti del settore pubblico e privato possono essere sottoposti in caso di assenza dal lavoro per malattia. Le novità in tema di visite fiscali sono state recepite e diffuse ufficialmente dall’INPS, quest’anno, con la Circolare n. 95/2016. Vediamo, dunque, cosa prevede oggi la normativa alla luce delle recenti modifiche.

In caso di malattia, il lavoratore è tenuto a contattare il medico curante per farsi rilasciare il relativo certificato, su cui è indicato il domicilio cui egli dovrà essere reperibile durante il periodo di malattia per ricevere la visita fiscale da parte dell’INPS. Il medico, una volta rilevato lo stato morboso del paziente, è tenuto all’invio telematico del certificato all’INPS entro il giorno successivo all’inizio della malattia, e il lavoratore deve trasmetterne copia al datore di lavoro entro due giorni o, in alternativa, comunicare allo stesso il numero di protocollo con cui egli potrà verificare la presenza del documento sul sito dell’INPS.

Cos’è la visita fiscale

Si tratta di un controllo medico cui il lavoratore è tenuto a sottostare, secondo quanto previsto dall’articolo 5 dello Statuto dei Lavoratori, e volto ad accertare lo stato di malattia comunicato al datore di lavoro. Nel corso della visita, il medico fiscale deve verificare le condizioni fisiche del lavoratore in rapporto alla patologia dichiarata al medico curante e come tale riportata sul certificato di malattia. Una volta accertata la diagnosi, il medico fiscale ha il potere di prolungare lo stato di malattia di 48 ore oppure di invitare il soggetto ad effettuare una visita specialistica di approfondimento. I controlli fiscali possono essere richiesti dal datore di lavoro, che in tal caso è tenuto a pagarli di tasca propria, oppure predisposti a campione dall’INPS.




Orari e giorni di reperibilità 

Durante il periodo di assenza dal lavoro per malattia, il lavoratore è tenuto a rendersi reperibile per sottoporsi a visita fiscale in determinate fasce orarie. Gli orari di reperibilità variano dal settore pubblico al settore privato: 

  • Dipendenti statali (insegnanti, lavoratori della Pubblica Amministrazione, ASL ed Enti locali, Vigili del Fuoco, Polizia di Stato e militari) - reperibilità dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 per l’intera settimana, incluse le festività.
  • Dipendenti di aziende private - reperibilità dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00 per l’intera settimana, incluse le festività.

Casi di esenzione dalla reperibilità

I dipendenti pubblici sono esenti da reperibilità per visita fiscale nei seguenti casi:

  • Patologie gravi che richiedono terapie salvavita implicanti il ricovero, anche in day hospital
  • Patologie documentate con cause di servizio 
  • Infortunio sul lavoro
  • Gravidanza a rischio
  • Ricovero ospedaliero
  • Stati patologici connessi a riconosciuta invalidità

Con il Jobs Act l’esenzione dalla reperibilità è stata estesa ai dipendenti del settore privato, a fronte di presentazione all’INPS e al datore di lavoro di comprovata documentazione, nei seguenti casi:

  • Patologie gravi che richiedono terapie salvavita 
  • Stati patologici connessi a riconosciuta invalidità, in misura pari o superiore al 67%

Sanzioni in caso di assenza ingiustificata

In caso di assenza ingiustificata durante le fasce di reperibilità, il lavoratore ha 15 giorni di tempo per presentare all’INPS una giustificazione dell’allontanamento dal domicilio, supportata da valida documentazione, quale un certificato di visita medica o di accertamento diagnostico.

Nel caso in cui la giustificazione non sia ritenuta valida, il lavoratore è soggetto a sanzioni. Esse prevedono una decurtazione della retribuzione nella misura del: 

  • 100% per i primi 10 giorni dell’evento morboso
  • 50% per le giornate successive

Visita fiscale e possibilità di licenziamento

La legge stabilisce alcuni casi in cui le irregolarità riscontrate in occasione di visita fiscale costituiscano motivo di licenziamento. La sentenza n. 6054/2016 emessa il 29 marzo 2016 dalla Corte di Cassazione ha stabilito la validità del licenziamento di un lavoratore che faccia uso del permesso per malattia per scopi personali. Se la visita fiscale dovesse giudicare buona la salute del soggetto, infatti, anche in presenza di certificato medico egli potrebbe incorrere in licenziamento.

Altra giusta causa di licenziamento potrebbe essere l’eventualità in cui il lavoratore contragga malattia o infortunio in modo volontario, come anche il caso in cui il congedo parentale - periodo di astensione dal lavoro di un genitore per occuparsi del proprio figlio - venga sfruttato per scopi altri. Entrambe le irregolarità devono essere accertate in sede di visita fiscale.