restituzione bonus 80 euro: chi deve restituirlo e perché?

17/04/2018 17:07:59

Molti lavoratori ogni anno usufruiscono del bonus di 80 euro, conosciuto anche come bonus Irpef o bonus Renzi, introdotto dal dl 66/2014 inizialmente come misura transitoria, ma reso poi strutturale. Percepibile in forma totale o parziale, tale agevolazione spettava inizialmente a tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati che avessero un reddito annuo inferiore rispettivamente a 24.000 e 26.000 euro, aumentato attualmente nell'ultima Legge di bilancio 2018 a 24.600 e 26.600 euro.

Nella sua forma totale, il bonus è costituito dalla somma di 80 euro mensili ovvero di 960 euro totali, scendendo poi in modo proporzionale fino ad essere pari a zero per chi percepisce un reddito oltre la soglia consentita. Un conteggio apparentemente semplice che non dovrebbe creare difficoltà, eppure moltissimi contribuenti, dopo la compilazione del 730, si trovano ogni anno a dover restituire il bonus Renzi percepito nell'anno precedente. 

In quali casi si deve restituire il bonus di 80 euro

Ciò può avvenire nel caso in cui il contribuente, pur lavorando, si trovi a non superare la soglia minima degli 8.174 euro lordi di reddito. Si tratterebbe perciò di incapienza, per la quale non è prevista tassazione IRPEF e pertanto non soggetta a bonus. Stessa sorte, ma per eccessivo reddito, può insorgere invece per chi guadagna più dei limiti consentiti. 

Una terza possibilità, infine, è quella che riguarda coloro che hanno percepito l'agevolazione del bonus a seguito di errori nella compilazione della dichiarazione dei redditi. 

In tutti questi tre casi, la restituzione del bonus indebitamente percepito può avvenire attraverso un conguaglio IRPEF da parte del datore di lavoro nella busta paga di dicembre o comunque l’ultima del contratto a tempo determinato, oppure con il modello 730 in una soluzione unica.

Come prevenire questo problema

Per evitare queste eventualità poco piacevoli, quando si compila il 730 è preferibile rivolgersi al CAF, al proprio commercialista di fiducia o ad altri intermediari abilitati, in modo da verificare la correttezza dei dati ed evitare eventuali errori che potrebbero determinare la restituzione del bonus. 

Nel caso in cui, invece, si abbia il dubbio di percepire attualmente il bonus, ma probabilmente di non rientrare alla fine dell'anno nei limiti di reddito stabiliti dalla legge, è consigliabile darne immediata comunicazione al Fisco tramite il sito INPS. Basterà accedere al cassetto previdenziale INPS del cittadino e comunicare la rinuncia al bonus Renzi, dichiarando di non essere più in possesso dei requisiti richiesti.

Il passaggio diretto con l’INPS, in realtà, non è strettamente necessario: nel caso in cui il contribuente lavori e abbia intenzione di rinunciare al bonus, è sufficiente che consegni al proprio datore di lavoro l’apposito modello in cui manifesta tale volontà.

In ogni caso, prima di arrivare alla rinuncia, laddove il lavoratore abbia dubbi sul reddito effettivamente percepito perché non sa ancora se supererà o meno le soglie previste dalla normativa vigente, può sempre decidere di avvalersi del Bonus Renzi in sede di conguaglio, dunque a dicembre, o in sede di cessazione del rapporto di lavoro.