permessi e congedi per malattia del figlio: cosa dice la legge

17/07/2018 16:18:44

Assentarsi dal lavoro per accudire il figlio ammalato è un diritto di tutti i genitori che lavorano. Dopo il congedo di maternità e quello di paternità, che prevedono un’astensione obbligatoria al momento della nascita, i familiari più stretti possono richiedere permessi in caso di malattia dei bambini. Cosa dice la legge in merito? Come funzionano, e sono regolamentate, le assenze se il figlio non sta bene? Scoprilo in questa guida. 

Funzionamento di permessi e congedi per malattia del figlio 

I genitori, anche adottivi, che hanno bisogno di assentarsi dal lavoro per la malattia del figlio possono richiedere dei congedi straordinari o dei permessi non retribuiti. Nel dettaglio, sia la madre che il padre – in maniera alternata – hanno il diritto a non andare al lavoro per tutto il periodo di malattia del bambino se questo ha un’età non superiore a 3 anni, e per 5 giorni lavorativi l’anno, se il figlio ha dai 3 agli 8 anni. Se il bambino viene ricoverato in ospedale, successivamente a un periodo di malattia, il genitore può richiedere di sospendere il decorso delle ferie in godimento. Ovviamente, i genitori lavoratori possono utilizzare anche le proprie ferie e i permessi, che in questo caso saranno retribuiti, per badare ai più piccoli che si ammalano, andando però a rosicchiare il monte ore maturato. 

Questo in sintesi quello che dice la norma, che segue il precetto costituzionale, secondo il quale la condizione lavorativa non può/deve interferire con la funzione genitoriale dei lavoratori. La Costituzione in questo senso garantisce alla madre e al padre il diritto alla protezione e alla cura dei propri figli. 

I permessi e i congedi per la malattia del figlio devono essere documentati attraverso il certificato rilasciato dal medico curante, da esibire al proprio datore di lavoro. Inoltre, il genitore dovrà presentare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, nella quale si sostiene che i giorni di permesso e congedo non coincidono con quelli dell’altro genitore. A differenza di quanto indica la legge sul lavoratore, il periodo di malattia del bambino non è soggetto a visite fiscali né a ore e giorni di reperibilità. 

Va fatta una precisazione in merito al congedo dei genitori dipendenti pubblici. Questi hanno, infatti, un periodo di 30 giorni retribuiti per la malattia del figlio fino al compimento del primo anno di età. Questo lasso di tempo può essere allungato sia per il secondo che per il terzo anno (ovvero 30 giorni + 30 giorni). Dal terzo all’ottavo anno di età del bambino, i permessi non saranno più retribuiti. 

Il trattamento economico in caso di malattia del figlio

Pur non andando a interferire con la maturazione di ferie e permessi personali, e neanche con il rapporto di lavoro in senso stretto o con gli avanzamenti di carriera, i giorni che il genitore si prende per accudire il figlio malato non sono retribuiti. 

Congedo per gravi motivi familiari

Accanto ai permessi per malattia del figlio, i genitori lavoratori – sia pubblici che privati – possono godere di un congedo straordinario in caso di gravi problemi familiari relativi ai figli, ma anche ai parenti più stretti (coniuge, genitori, fratelli, suoceri etc). Il periodo per legge che padre e madre possono prendere è di due anni, sia in maniera continuativa che frazionata nel tempo. Il congedo straordinario non è retribuito.