le migliori domande da fare al recruiter (e in quale fase del colloquio porle).

27/06/2017 12:17:47

Talvolta si può pensare che in un colloquio di lavoro siano solo i recruiter a dover porre dei quesiti, tanto che alla frase “hai qualche domanda da farci?” molti candidati rispondo negativamente per la preoccupazione di chiedere qualche cosa che potrebbe metterli in cattiva luce. Questa, però, è un’opportunità da non lasciarsi sfuggire perché è l’occasione migliore per raccogliere informazioni sull’azienda, sul ruolo da svolgere al suo interno e sull’ambiente di lavoro. Scoprire tutto ciò è fondamentale per capire se la posizione da ricoprire e la cultura aziendale offrono reali opportunità di crescita e benefici, oppure se si rischia di ritrovarsi in una realtà non adatta a sé, ai propri valori e aspirazioni.
 
È opportuno individuare in anticipo quali domande fare e in quali momenti del processo di selezione. È frequente, infatti, che prima dell’assunzione un candidato venga sottoposto a più colloqui, che diventano progressivamente più specifici. Anche le domande da porre al recruiter, di conseguenza, andranno ad approfondire gradualmente la conoscenza dei diversi aspetti di un’azienda e della sua cultura. 
Vediamo che cosa chiedere durante un ipotetico processo di selezione che si sviluppa in tre fasi.

Primo colloquio

In questa fase si possono raccogliere informazioni che non si riescono ad estrapolare dall’annuncio di lavoro. Alla frase di rito: “Hai qualche domanda da porci?”, quindi, alcuni quesiti possono essere questi:

  1. In che modo il ruolo per cui mi sono candidato contribuisce al successo dell’organizzazione? In questo modo si scoprirà di più sullo scopo e l’importanza effettiva della figura lavorativa all’interno dell’azienda.
  2. Quali sono le più grandi sfide per chi occupa questa posizione? Ciò consente di avere più dettagli sui compiti da svolgere e sul carico di lavoro.
  3. In che modo descrivereste la cultura aziendale? La risposta vi fornirà una panoramica dei valori dell’organizzazione e del clima presente al suo interno. 
  4. Qual è stato l’aspetto principale che l’ha spinta a lavorare in questa azienda? Anche se potrebbe sembrare un po’ invadente, porre questa domanda al selezionatore è importante per avere un punto di vista più personale sui valori dell’organizzazione e sugli eventuali benefit che vengono forniti ai dipendenti.

Secondo colloquio

Nel caso superaste la prima fase di selezione e veniste chiamati per un secondo incontro faccia a faccia – che di solito si svolge alla presenza di un vostro potenziale responsabile – avrete l’occasione di porre delle domande più specifiche. Eccone alcune:

  1. In che modo e con quale frequenza viene valutata la prestazione dei dipendenti? Domandando ciò potrete capire quali sono i parametri di valutazione e gli aspetti sui quali dovrete focalizzarvi per avere successo nell’azienda. 
  2. Quali sono le opportunità di crescita per questo ruolo? Questo permette di intuire come potrebbe svilupparsi la propria carriera nel lungo periodo. 
  3. Quali sono i progetti su cui vorreste farmi lavorare nei primi tre mesi? Anche in questo caso la domanda ha l’obiettivo di scoprire quali sono le aspettative dei manager e i compiti effettivi che si dovrebbero svolgere subito dopo l’inizio del rapporto di lavoro. 
  4. Quanto sono coinvolti i dipendenti nella creazione di responsabilità e obiettivi propri? Ciò vi darà l’opportunità di capire che margine di autonomia potreste avere nella gestione del lavoro.

Terzo colloquio

Solitamente in questa fase i selezionatori e i manager non dovrebbero più avere molti dubbi sul fatto che siete adatti a ricoprire la posizione aperta. Tuttavia si può sfruttare anche questa parte del processo per ottenere ulteriori informazioni utili per capire se accettare un’eventuale proposta di lavoro o no. Vediamo alcuni quesiti da porre:

  1. Che cosa potete dirmi riguardo al team in cui verrei inserito e all’atmosfera al suo interno? Questa domanda vi permetterà di intuire qualche aspetto in più sulle dinamiche che ci sono tra i colleghi con cui lavorerete.
  2. Quali tipologie di dipendenti hanno più successo in questa azienda? Ciò vi consentirà di capire se il vostro modo di lavorare può adattarsi all’organizzazione.

Fare delle domande durante un colloquio di lavoro a volte può intimidire, eppure è un’opportunità da cogliere non solo perché permette di scoprire di più sul ruolo e l’azienda, ma anche perché vi farà apparire realmente interessati all’organizzazione e alla cultura aziendale.

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