Vuoi cambiare lavoro? Ecco come capire il momento giusto

Anno nuovo, vita nuova: è il momento di cambiare lavoro?

L’inizio dell’anno è tradizionalmente il momento dei bilanci e dei buoni propositi, anche nell’ambito dello sviluppo personale e della carriera. Dopo le festività è naturale riflettere sulle proprie prospettive di carriera, l’equilibrio lavoro/vita privata, la propria posizione attuale.
E’ proprio il momento di cambiare?

Capire se è meglio rimanere dove si è o se è il momento di cambiare è una domanda importante per ogni professionista. Potresti lavorare in un’azienda solida che ti dà sicurezza, ma non essere comunque soddisfatto del tuo lavoro, con un conseguente impatto negativo sulla produttività e ripercussioni sulla tua vita personale. La ricerca di Randstad sull’employer branding ha individuato una serie di cause che portano ad una insoddisfazione sul lavoro e di ragioni per cui i dipendenti decidono di cercare nuove opportunità di carriera. Di solito, questi fattori variano a seconda dell’età dei lavoratori. La mancanza di crescita professionale è la causa principale per l’insoddisfazione indicata dai lavoratori a livello globale, trasversalmente a tutte le fasce anagrafiche.

Fra i 18-24enni la mancanza di interesse per il contenuto del proprio lavoro è un altro fattore importante che spingerebbe nella ricerca di un nuovo impiego. Per la fascia di età 25-44 anni, anche il work-life balance emerge come fattore di rilievo che potrebbe spingere a lasciare il proprio datore di lavoro.
I lavoratori fra i 45 e 65 anni citano anch’essi l’equilibrio fra lavoro e vita privata, insieme all’assenza di un management forte.

Prima di prendere la decisione definitiva Se hai perso interesse nel tuo lavoro, prima di giungere a conclusioni affrettate, potresti provare a trovare nuovi ambiti di competenza e opportunità senza cambiare azienda. Insieme al tuo capo o al responsabile HR, potreste identificare nuovi compiti che si avvicinano maggiormente ai tuoi interessi. Si potrebbe trattare di un cambio orizzontale, all’interno di un nuovo team, o della collaborazione ad un nuovo progetto; l’obiettivo potrebbe essere quello di fare nuove esperienze senza perdere la sicurezza acquisita. Può capitare che bilanciare gli impegni del lavoro e della famiglia risulti più difficile in un certo momento della vita.

I datori di lavoro dovrebbero rendersi conto ad esempio che i loro dipendenti si trovano a dover mantenere certi standard professionali mentre crescono i figli, fanno fronte a un mutuo, badano a genitori anziani, per fare solo alcuni esempi. Se trovare un equilibrio diventa un problema, per i lavoratori dovrebbe essere possibile confrontarsi con il proprio capo per trovare il modo di gestire la cosa, per esempio con una maggiore flessibilità di orario. Se il datore di lavoro si dimostra in questo poco comprensivo, potrebbe essere il momento di cercare nuove opportunità.

I segnali che indicano che è il momento di guardarsi intorno:

• ti senti costantemente frustrato, stressato e poco utile;
• ti mancano motivazione e interesse nel completare i compiti assegnati, soprattutto quelli che hai sempre svolto abitualmente;
• hai chiesto invano che ti vengano assegnate nuove attività? E’ il momento di interrogarsi sui piani che l’azienda ha per il tuo sviluppo;
• il tuo datore di lavoro non ti incoraggia nello sviluppo di nuove competenze, ad esempio attraverso la formazione;
• hai cominciato ad arrivare al lavoro in ritardo? Scappi alle 18 in punto? O sei eccezionalmente efficiente o hai iniziato a perdere interesse per le tue attività;
• iniziare delle attività, ma non portarle a termine è segno che hai la volontà di metterti alla prova, ma sei disilluso sul risultato e sul riconoscimento per il tuo lavoro;
• nella cultura dell’azienda per cui lavori chiedere un permesso non è visto di buon occhio;
• nella vita privata attraversi un momento di preoccupazione che impatta sulle tue performance, ma il datore di lavoro non si mostra comprensivo.

Caratteristiche da ricercare in un datore di lavoro:
• aziende i cui obiettivi organizzativi coincidano con i tuoi interessi personali;
programmi formativi di qualità e piani di sviluppo individuali;
opportunità di avanzamento chiare;
• contenuto di lavoro che ti interessa e che eventualmente ti consenta di muoverti in ambiti trasversali;
atmosfera di lavoro piacevole, vicinanza alla cultura e ai valori aziendali;
• l’adozione delle migliori tecnologie per lo svolgimento del tuo lavoro;
• buon equilibrio lavoro-vita privata;
opportunità di carriera nazionali/internazionali;
management forte, desideroso di far crescere le competenze del team

 

Adattamento e traduzione di articolo apparso su www.randstad.com.au.

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