Tatuaggi e Startup? vi presentiamo Inkdome.


Prendete tre ragazzi di talento e aggiungeteci la voglia di fare impresa. Mescolateci insieme una passione innata per le sfide e come tocco finale metteteci l’amore per i tatuaggi. Cuocete tutto in forno per circa 2 anni: ecco a voi Inkdome, il primo consulente in Italia per chi è alla ricerca di un tatuatore.

Ma andando oltre alla bontà imprenditoriale dell’idea, quello che vorremmo raccontarvi oggi è la storia di tre giovani ragazzi, Eric, Alessandro e Sid, che dalle singole esperienze di vita e lavoro hanno incrociato i propri destini professionali, accomunati dalla voglia di fare la differenza, anche in un terreno difficile come quello delle startup in Italia. Partiamo proprio dai protagonisti:

Raccontateci il vostro percorso prima di Inkdome?

Eric, CEO & Founder

Mi sono laureato in Economia a Parma nel 2013 e terminata l’università ho iniziato subito a lavorare nell’azienda di famiglia, specializzata in import-export di macchine tessili industriali. Sono stato per qualche anno in giro per il mondo come Business Developer, ma il lavoro da dipendente mi stava un po’ stretto e quindi ho deciso di cambiare vita. 
La vera svolta è stata la lettura del libro di Eric Ries “The Lean Startup”, una vera e propria bibbia su questo argomento. Ho cambiato completamente il mio modo di ragionare e mi ha insegnato ad approcciarmi in modo “lean”, quindi agile e veloce, alle opportunità di business.
Ho sempre avuto dentro di me un forte spirito imprenditoriale e ho perciò scelto questa strada. Inoltre, amo i tatuaggi. Ho diversi amici tatuatori e per anni ho consigliato alle persone dove andarsi a tatuare. Da lì è nata l’idea di Inkdome. 

Alessandro, CMO & Co-founder 

Ho avuto un lungo percorso accademico. Inizialmente, volevo fare psicologia, ma tutti me lo sconsigliavano per le poche opportunità lavorative (ho poi continuato per conto mio a studiarne alcuni aspetti d’interesse, come quello dell’intelligenza emotiva). Poi, quasi per caso, decisi di iscrivermi in Bocconi. Grazie ai miei voti alti al liceo, ebbi l’opportunità di trascorrere una settimana in visita come “talent” e superai anticipatamente il test d’ingresso. Avevo visto in TV il film Wall Street con Michael Douglas ed ero stato affascinato dalla dinamicità e continua sfida del mondo della finanza. Così mi iscrissi al corso di Economia e Finanzia in inglese. Con il tempo ho capito che non condividevo i valori di quel mondo, e allora mi sono appassionato alla macroeconomia, all’idea di poter regolare quasi matematicamente il ciclo economico e di ridurre le sofferenze economiche delle persone. Dopo un master alla London School of Economics e un PHD di nuovo in Bocconi, non riuscivo ad essere completamente soddisfatto: sentivo di non mettere a frutto tutte le mie capacità, volevo essere meno teorico e più pratico, dando libero sfogo alla mia creatività. Ho lanciato una prima startup durante gli studi (Visitami) e lì è cambiato tutto. 

Sid, CTO

La mia vita da sviluppatore inizia per passione quando avevo 8 anni. Erano gli inizi degli anni 2000, l’anno del boom dei siti web, e io guardavo i cartoni animati online. Ma più siti mi trovavo a vedere, più scoprivo che non mi piacevano, sia graficamente che come struttura. Mi sono detto che io potevo fare meglio e ho cominciato a studiare. Ma ho capito subito che non è che gli altri fossero incapaci ma semplicemente era molto difficile sviluppare un sito web ai tempi. Questo non mi ha fatto certo desistere, anzi, ho iniziato a programmare i miei siti! 
In terza media avevo creato un gioco online, riuscendo anche a ricavarne del profitto. 
Ho sempre voluto realizzare qualcosa di più importante, ma negli anni ho dovuto confrontarmi con le difficoltà di un panorama competitivo complesso. In quarta superiore ho partecipato alle olimpiadi informatiche e l’anno dopo ho insegnato ad una classe di ragazzi. Ho lavorato anche per un po’ in azienda, ma presto ho capito che la mia vocazione era la strada imprenditoriale e per questo mi sono licenziato. Ho cosi incominciato a partecipare a diversi Startup Weekends, in Italia e all’estero, per cercare di raggiungere quell'obiettivo.

Tre percorsi molto diversi ma che sono confluiti in un unico punto: cosa vi ha fatto incrociare?

Prima di tutto un mindset comune che è rappresentato dalla passione, l’ambizione e lo spirito imprenditoriale. 
A livello di vita, l’occasione d’incontro per Eric e Alessandro è stata la scuola di formazione The Startup Training in Bocconi, fondata proprio da Alessandro. Sid è stato tirato a bordo mentre si trovavo a Budapest!

Possiamo dire in generale che Inkdome è arrivato al momento giusto per tutti noi. Era (ed è) la sfida che stavamo cercando e ci siamo buttati insieme!

Quanto è difficile avviare una startup in Italia?

Non si sceglie di punto in bianco di diventare imprenditori. O ti capita grazie ad una sommatoria di fattori (idea, team, mercato, investitori avversi al rischio, risorse economiche…) o altrimenti è veramente difficile. 
La mentalità italiana non è particolarmente incline a rischiare e, soprattutto, non prevede il fallimento, neanche come occasione di crescita. Provarci in Italia è davvero una scelta di cuore!

Cos’è Inkdome oggi e cosa sarà nel futuro?

Inkdome è una piattaforma online che aiuta le persone a trovare l’artista più adatto per la propria idea di tatuaggio. 
Abbiamo fatto uno studio preliminare del mercato scoprendo un basso livello di concorrenza. Abbiamo condotto diverse analisi (interviste ai clienti, raccolta email, ecc.) per valutare la domanda e la sostenibilità dell’idea. Visti i risultati positivi, abbiamo cominciato a lavorare al prodotto e siamo entrati nell’acceleratore Luiss Enlabs, uno dei principali acceleratori di startup in Europa, nato da una joint venture tra LVenture Group, holding di partecipazione quotata sull’MTA di Borsa Italiana, e l’Università LUISS. Oggi abbiamo un algoritmo intelligente che processa le informazioni degli utenti (descrizione del tatuaggio, stili preferiti, immagini da cui gli utenti hanno preso ispirazione) per consigliare i 3 artisti più adatti alle loro esigenze. Dopo 9 mesi di attività abbiamo procacciato tatuaggi per un valore di circa 85.000 euro. 

Il tatuaggio per noi è una delle più grandi espressioni di sé stessi e vogliamo incoraggiare la diversità senza averne paura. Abbiamo grandi ambizioni, la voglia di metterci alla prova creando qualcosa di nuovo, con il team come fondamento di tutto.

Guardando al domani, vorremmo diventare il più grande tattoo studio del mondo, garantendo un’altissima qualità del servizio ed avvicinare sempre di più questo mondo a quello della moda e della musica. Ma queste sono sorprese che sveleremo nel tempo…


 

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