gli obiettivi al lavoro si raggiungono senza usare la parola ‘non’

Se diciamo “Non pensare a un asino che vola”, cosa fai? Siamo sicuri che in questo preciso istante la tua mente sta proprio pensando a questa figura che, tra l’altro, nella realtà non esiste. Abbiamo indovinato? Sì. Il motivo di tutto ciò è molto semplice: il nostro cervello non riconosce la parola NON, e se viene sollecitato in tal senso invece di fare quello che gli è stato detto, fa l’esatto opposto: ovvero, pensa a un asino che vola. A dirlo non siamo noi, ma molti studi neuroscientifici relativi al funzionamento di particolari parti del cervello.  L’esempio ci fa da assist per capire quanto sia importante formulare pensieri e idee in positivo se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi e fare in modo che qualcosa accada. Anche sul lavoro.

L’emozione che attiviamo usando la parola “non” è, appunto, di tipo negativo. Ad ogni emozione negativa, il nostro corpo produce una serie di ormoni del “malessere”, che vanno a determinare uno stato d’animo che non ci aiuta nelle situazioni in cui è richiesta una buona dose di energia e propositività. Nello specifico, l’ormone prodotto quando la nostra mente si concentra su una frase che contiene la parola “non” è il cortisolo, il temutissimo ormone dello stress.
Facciamo un esempio. Devi consegnare un lavoro importante in ufficio, hai poco tempo a disposizione e ti ripeti in continuazione “non ce la farò mai”. Lo stato di allarme e la tensione in una situazione del genere arriveranno a livelli altissimi, allontanandoti pian piano dal raggiungimento dell’obiettivo più importante, ovvero: consegnare il lavoro nelle tempistiche prestabilite. 

 

 

La parola “non” dovrebbe rappresentare per te un campanello di allarme: nel momento in cui la stai formulando, dovresti sostituirla con un’esortazione in positivo. Sempre prendendo il nostro esempio: devi consegnare un lavoro importante in ufficio, hai poco tempo a disposizione e ti ripeti in continuazione “voglio capire come scomporre il lavoro in piccole parti per semplificare la mia attività e rispettare le scadenze di consegna”. Non è difficile. Anzi: è facile. 

Esprimendo la frase in positivo, gli ormoni che verranno attivati sono la dopamina e l’ossitocina, responsabili di regolare i comportamenti sociali, di influenzare la capacità di attenzione, di memoria e la sensazione di piacere. Insomma, sono ormoni del benessere che ti spingono all’azione. Perché è proprio questo il nocciolo della questione: la parola “non” ti mette in una condizione di passività, ti fa subire, invece di reagire. Al lavoro è sempre meglio essere proattivi e propositivi: solo in questo modo, infatti, è possibile raggiungere gli obiettivi di business. 

Sempre le neuroscienze, inoltre, ci dicono che il cervello umano tende a concentrarsi su quello che non va bene, quello che ci rattrista, quello che non sopportiamo più. Un simile atteggiamento al lavoro è deleterio. È per questo motivo che dobbiamo imparare a ragionare in positivo. La nostra mente necessita di coerenza, esige equilibrio tra quello che vogliamo e quello a cui prestiamo attenzione, in modo da agevolare quel cambiamento che ci fa arrivare dove vogliamo arrivare. Sostituire “no” con “sì” è una promessa di felicità. 

È possibile stimolare la capacità di esprimere pensieri in positivo al lavoro? La risposta è sì, ovviamente. La nostra mente ha bisogno di essere allenata per lavorare, poi, in automatico. La prima cosa da fare è quella di prestare più attenzione a quello che diciamo e pensiamo. La frenesia della vita odierna ci porta, spesso, a non ascoltare noi stessi come è indispensabile che si faccia per capirci al meglio. Se questo esercizio risulta complesso, facciamoci aiutare da un collega o un amico che farà scattare l’allarme quando ci sentirà pronunciare una frase con la parola “non”. Ripetendo questo esperimento più volte, alla fine riusciremo a fare caso a tutte le volte che il pensiero negativo prende il sopravvento, allontanandoci dagli obiettivi. Un’altra via da seguire, potrebbe essere quella della meditazione. Molte persone, infatti, riescono a raggiungere una maggiore consapevolezza attraverso percorsi di questo tipo. E ancora: annotare la frase con il “non” pronunciata o pensata, per poi scriverla più volte in positivo, è un ottimo esercizio per condurre i pensieri sulla via del benessere.  

Dunque, hai capito a cosa NON devi pensare?

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