legge di Bilancio 2019: le novità per il mondo del lavoro

Alla fine di ogni anno il Governo deve presentare la Legge di Bilancio, una manovra fondamentale da cui dipendono tutti i conti italiani per l’anno successivo e gli obiettivi triennali di finanza pubblica. La Legge di Bilancio 2019 è stata approvata dalla Camera in terza lettura alle 16.45 del 30 dicembre, a poche ore dalla fine dell’anno appena trascorso. Vediamo insieme quali sono le maggiori misure rivolte ai lavoratori.

Legge di bilancio 2019: cos’è

Con la Legge di Bilancio 2019, il Governo chiede l’approvazione di tutte le misure necessarie a realizzare gli obiettivi indicati nella nota di aggiornamento del Def, il documento contabile più importante dal punto di vista della programmazione economica di un Governo. All’interno della legge di Bilancio si comunica con il Parlamento sulle entrate e le uscite pubbliche previste per l’anno successivo, specificando tutte le coperture finanziarie razionalizzate. 

Legge di Bilancio 2019: le novità 

Reddito di cittadinanza e quota 100 sono certamente le due misure più attese e discusse negli ultimi mesi del 2018. Con l’approvazione della legge di Bilancio 2019 sono stati destinati al reddito di cittadinanza 7,1 miliardi di euro, di cui uno andrà direttamente ai centri per l’impiego, manovra che interesserà circa 5 milioni di italiani. Per quota 100 sono stati invece stanziati 4 miliardi per il 2019 e si prevede che le richieste di pensioni con questa misura non supereranno l’85%.  

Tra le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2019 anche il nuovo congedo di maternità, con il quale le lavoratrici potranno scegliere di lavorare fino al giorno del parto e godere dopo dell’astensione lavorativa. Il congedo del padre diventa, invece, obbligatorio entro 5 mesi dalla nascita del figlio. Via libera anche allo smart working, che potrà essere richiesto dalle lavoratrici nei 3 anni successivi al termine del congedo obbligatorio di maternità e in caso di figli disabili.

Legge di Bilancio 2019: giovani e lavoro

Esonero contributivo per i datori di lavoro privati che assumono “giovani eccellenze” a tempo indeterminato. Prorogati anche gli incentivi per l’occupazione al Sud con 500 milioni di euro stanziati dal Governo per ridurre la disoccupazione nel Mezzogiorno. Nuove esenzioni previste anche per quanto riguarda il Decreto Dignità sui contratti di lavoro. 

Andranno avanti i percorsi di alternanza scuola-lavoro, che diventano oggi “competenze trasversali e per l’orientamento”. Si conferma ancora – dopo l’obbligo della fatturazione elettronica introdotta a partire dal 1° Gennaio 2019 – l’impegno per il contrasto al lavoro sommerso e irregolare incrementando le sanzioni previste. 

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