gli introversi al lavoro hanno successo. Ecco perché

Nella vita è così: più sei estroverso, più aumentano le possibilità di fare centro. Ma siamo sicuri che sia proprio così? Siamo sicuri che un carattere aperto, socievole ed espansivo sia la chiave per aprire la porta del successo? Non sembrano essere di questo parere i tanti studi fatti per analizzare le caratteristiche dei vincenti: le persone introverse possono diventare dei leader formidabili. Ecco perché. 

Di norma, gli introversi sono attenti, concentrati e non parlano mai a sproposito. Sono questi i tratti caratteriali che portano i più timidi ad essere intensi e appassionati, a imparare dall’osservazione, a prendere una decisione solo dopo aver ragionato a sufficienza. Secondo uno studio condotto da Jack Zenger and Joseph Folkman – consulenti in management e leadership – sulle competenze tipiche dei leader di successo, non ce ne è una che non vada bene con le tipicità degli introversi. L’indagine, effettuata su 300 mila leader d’azienda, ha rilevato che fa centro chi si relaziona con gli altri e con l’ambiente in maniera onesta, chi costruisce legami sani e duraturi nel tempo, chi sa ispirare e al tempo stesso dare delle soluzioni concrete basate sull’analisi della realtà.

 

 

Le persone introverse, quindi, possono diventare veri leader, niente si interpone tra loro e il raggiungimento di questo obiettivo. Sicuramente le modalità di gestire un team e il business in generale sarà diverso rispetto agli espansivi, ma hanno ugualmente tutte le carte in regole per fare grandi passi nella vita lavorativa. 

Il primo a dare una definizione di introversione è stato lo psichiatra Jung. Per lui gli introversi sono coloro che prendono forza ed energia da loro stessi e non dall’esterno, che risultano introspettivi e tranquilli. Queste caratteristiche si sposano alla perfezione con chi siede ai posti di comando. Potremmo definirlo un leader gentile che aiuta la squadra di lavoro a ragionare sulle cose e la spinge a prendere decisioni concrete ed efficaci. Ma lo stesso Jung precisa, inoltre, che non esistono gli estroversi puri o gli introversi puri: tutti, infatti, abbiamo, dentro di noi entrambi i tratti.

Intuitivo, empatico e dotato di intelligenza emotiva. Sui dizionari di tutto il mondo, alla voce estroverso queste sono le prime parole che si leggono. E un leader deve essere intuitivo, empatico e dotato di intelligenza emotiva. Alcuni dei nostri leader storici più rivoluzionari erano introversi. E questa non è una novità. Ad esempio: Eleanor Roosevelt, Rosa Parks, Gandhi: tutte queste persone si descrivevano come tranquille e pacate, addirittura timide. Darwin faceva lunghe passeggiate nei boschi e declinava sistematicamente gli inviti a cena. Steve Wozniak ha inventato il primo computer Apple da solo seduto in un angolo. Erano introversi anche Audrey Hepburn e Michael Jordan. Non possiamo di certo dire che queste personalità non abbiano lasciato un segno. 

Molto spesso si fa l’errore di pensare che una persona riservata non voglia salire sul gradino più alto del podio, ma non è così. Ad esempio, nel mondo degli affari, alcuni dei fondatori, inventori, investitori di maggior successo sono introversi, inclusi personaggi come Bill Gates, Warren Buffett e Mark Zuckerberg. 

In sostanza, se sei introverso e intelligente puoi fare grandi cose nella vita. 

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