Diritti e Doveri dello stagista. Un vero e proprio dipendente?

La formula contrattuale dello stage è nata come strumento finalizzato all’inserimento nel mondo del lavoro, soprattutto indirizzato ai giovani con poca esperienza che in questo modo possono svolgere un’esperienza lavorativa di formazione all’interno di un’azienda. Troppo spesso capita però che agli stagisti vengano chiesti prolungamenti di orari, disponibilità a lavorare anche in giorni festivi e proposte di retribuzione piuttosto basse. I dubbi dei lavoratori che hanno attivato uno stage con un’azienda sono di conseguenza molti. È quindi importante capire sin dall’inizio quali sono i Diritti e i Doveri dello stagista per essere tutelati secondo le normative vigenti.

Cos’è lo stage?

Il contratto di stage – o tirocinio – nasce, come anche quello di apprendistato, per favorire la formazione, e quindi l’inserimento lavorativo, di giovani all’interno di un’azienda. L’ente ospitante – sia pubblico che privato – attiva uno stage a seguito di un accordo stipulato con un ente promotore, che può essere un Centro per l’impiego territoriale, un’Università, un Istituto di Istruzione superiore pubblico o in convenzione ed un Ente formativo accreditato come l’ACTL Sportello Stage o l’Enaip. L’attivazione dello stage prevede inoltre la stesura di un progetto formativo in cui saranno inseriti tutti i dettagli relativi alla durata, l’orario di lavoro, gli obiettivi attesi condivisi, gli obblighi dello stagista, la modalità di svolgimento, la sede legale dove il giovane dovrà recarsi ogni giorno, gli estremi identificativi dell’assicurazione INAIL ed essere nominato un tutor d’ufficio che avrà il compito di monitorare l’attività dello stagista ed essere in contatto con l’ente promotore per controlli ed aggiornamenti.

 

Per quanto riguarda la durata dello stage, fino a 6 mesi si parla di tirocinio formativo e di orientamento: attivabili quindi entro 12 mesi dal conseguimento di un titolo di studio o di formazione professionale. Un tirocinio di inserimento, reinserimento lavorativo o un tirocinio a favore di soggetti svantaggiati potrà invece durare fino a 12 mesi. Per soggetti disabili il tirocinio non potrà comunque superare i 24 mesi. Questi limiti possono essere superati solo nel caso in cui il percorso formativo sia interrotto per maternità o malattia prolungata, obbligando quindi lo stagista ad assentarsi per più di un terzo del tempo previsto. Studenti ed allievi che frequentano un percorso di studi universitario o scolastico potranno invece attivare un tirocinio curriculare per realizzare esperienze di alternanza scuola e studio formative o un tirocinio estivo di orientamento non curriculare.

 

Lo stipendio minimo che si potrà percepire varia da Regione a Regione: in Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Umbria è fissato ad esempio a 300 euro lordi mentre aumenta in Abruzzo e Piemonte dove il rimborso minimo per uno stagista è di 600 euro lordi. Non essendo un contratto di dipendenza non è previsto in ogni caso il versamento di contributi da parte dell’ente ospitante. Lo stagista non matura poi ferie, permessi o altre indennità. La somma ricevuta dal tirocinante non comporta però la perdita dello stato di disoccupazione perché il periodo formativo non è equiparabile a un lavoro dipendente. All’interno del progetto redatto all’avvio dello stage sono specificati orari e giorni che il giovane dovrà rispettare, pena la decadenza stessa del tirocinio. Qualsiasi variazione ufficiale sull’orario deve essere comunicata tempestivamente al soggetto promotore. Nel caso in cui vengano richiesti straordinari – non inseriti nel contratto e quindi non retribuiti – lo stagista è quindi sollevato da ogni dovere nei confronti dell’azienda.

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