cosa rischia il dipendente in malattia assente al controllo fiscale?

Dopo aver approfondito quali sono i termini e gli orari di reperibilità relativi alle visite fiscali per il 2018, vediamo cosa succede al lavoratore in malattia che non si fa trovare a casa durante un controllo fiscale da parte del medico Asl o Inps. Cosa rischia? Quali sono, al contrario, i casi in cui tale condotta, per legge, è ammessa? 

Innanzitutto ricordiamo che dal 13 gennaio 2018, con il Decreto Madia, la regolamentazione in materia di visite fiscali ha subito alcune modifiche. Tutti i lavoratori dipendenti del settore pubblico e del privato sono soggetti a tali controlli da parte delle autorità competenti (Polo Unico Inps). Per quanto riguarda gli orari di reperibilità, all’interno dei quali un dipendente in malattia può ricevere a casa la visita fiscale, sono:

  • dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 per tutti i dipendenti pubblici;
  • dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00 per tutti i dipendenti privati. 

La modalità attraverso la quale si richiede un controllo da parte dei medici fiscali resta invariata rispetto alla precedente legislazione. Nel dettaglio, sarà il datore di lavoro o l’Ipns a decidere se fare o meno visita al lavoratore in malattia. La possibilità di controllo scatta dal primo giorno di assenza dal lavoro, e questo vale sia per i giorni di riposo festivi e prefestivi, permessi e licenze. 

Rischi per il lavoratore assente durante una visita fiscale

Cosa succede, dunque, se il lavoratore dopo aver regolarmente presentato il certificato medico, non è reperibile presso l’indirizzo comunicato? La norma vuole che il medico fiscale lasci un avviso dove si invita il dipendente a presentarsi il giorno successivo, presso una struttura indicata, a meno che non abbia ripreso a lavorare. Se tale avviso viene ignorato, l’Inps ha l’obbligo di avvertire la società e il lavoratore avrà 10 giorni di tempo per fornire una giustificazioni.

 

 

A livello economico, invece, cosa rischia? Il dipendente assente alla prima visita, perde il diritto a qualsiasi trattamento economico per i primi 10 giorni di malattia; se è assente alla seconda visita, si riduce del 50% il trattamento economico per il periodo residuo; se è assente alla terza visita, cessa l’indennità di malattia fino al giorno in cui questa termina.  Oltre a questo, il datore di lavoro può decidere se impartire al lavoratore sanzioni di tipo disciplinare. Una precisazione: nel momento in cui il datore di lavoro venga a conoscenza che il lavoratore sia assente o irreperibile presso l'indirizzo indicato sul certificato medico, non si potrà sospendere automaticamente la corresponsione del trattamento economico di malattia, ma occorrerà ricevere un'apposita indicazione in tal senso da parte dell'istituto.

Quali sono i casi in cui l’assenza è ammessa

È vero che il dipendente, per legge, ha l’obbligo di essere reperibile durante un periodo di malattia negli orari indicati dalla normativa, ma esistono dei casi in cui l’assenza è ammessa. Per cui giustificata e non sanzionabile. Vediamo quali sono:

  • nel caso in cui il lavoratore debba sottoporsi a visite mediche;
  • per prestazioni sanitarie;
  • quando si reca in una struttura specialistica per eseguire terapie sanitarie o accertamenti prescritti;
  • per cause di forza maggiore (incendio, terremoto etc.);
  • in tutti i casi in cui si richiede la presenza del lavoratore altrove in maniera imprescindibile e indifferibile;
  • quando visite e accertamenti non potevano essere effettuati in un orario diverso da quello di reperibilità. 

Quali sono i casi in cui il lavoratore è considerato assente

Durante una visita fiscale, il dipendente ha l’obbligo di restare a casa negli orari indicati dalla norma. Esistono però delle situazioni che sono ritenute assenze anche se il lavoratore si trova nella sua abitazione. Sembra assurdo, ma è così. In queste circostanze, infatti, il medico Inps o Asl incaricato del controllo fiscale ritiene negativo l’esito della sua visita. Ecco quali sono questi casi:

  • quando il campanello non funziona o il dipendente non lo sente;
  • quando non c’è scritto sul citofono il cognome del dipendente;
  • quando il luogo di reperibilità risulta essere un altro rispetto a quello indicato al medico di base in caso di visite fiscali.

Bisogna fare molta attenzione, quindi: in queste situazioni, infatti, il lavoratore potrebbe ugualmente incorrere nelle sanzioni previste.

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