dimissioni senza preavviso e preavviso di licenziamento

Come nei casi di licenziamento da parte di un datore di lavoro, anche per le dimissioni spontaneamente date da un dipendente è obbligatorio rispettare un determinato periodo di preavviso, nei termini previsti dalla legge. Mentre, a differenza di quanto avviene in caso di licenziamento, la decisione non deve essere motivata e dare le dimissioni con il giusto preavviso è una norma da rispettare perché, in caso contrario, potrebbe causare alcune conseguenze per il lavoratore, che dovrebbe pagare al datore di lavoro un indennizzo pari ai giorni di preavviso mancanti. 

La mancata osservanza di questa norma non può comunque essere compensata da un cambio d'idea successivo: una volta presentate le dimissioni senza il preavviso dovuto non è più possibile proporre di lavorare rispettando i termini di legge.

Dimissioni senza preavviso: quali sono le conseguenze 

Il periodo di preavviso per le dimissioni varia a seconda del tipo di contratto, del grado di anzianità di servizio e del livello di inquadramento. In linea generale viene calcolato in modo da consentire all'azienda di trovare una sostituzione e di permettere il passaggio delle consegne, e può oscillare tra i 15 ai 120 giorni di calendario. Un altro termine temporale fondamentale è la presentazione della lettera di dimissioni, che deve necessariamente decorrere a partire dal 1° o dal 16° giorno del mese.

Esistono tuttavia alcuni casi in cui è consentito dimettersi senza l'obbligo di preavviso. Si tratta di dimissioni per:

- accordi collettivi di esodo;
- giusta causa, ove non è consentita la prosecuzione del rapporto di lavoro;
- gravidanza;
- incentivi economici da parte dell'azienda;
- maternità o paternità sino ai 3 anni di vita del bambino;
- matrimonio dalla data delle pubblicazioni fino a un anno;
- mobbing;
- procedure di licenziamento collettivo.

Qualora ci si trovasse nell'impossibilità di rispettare i tempi richiesti dalla normativa, è sempre meglio evitare di arrivare a una situazione di scontro: meglio piuttosto cercare di trovare un accordo con il proprio datore di lavoro richiedendo l'esonero dal preavviso senza dover corrispondere alcuna sanzione. Nel caso in cui le dimissioni siano dovute a una nuova occupazione, è possibile chiedere alla  futura azienda di saldare al datore precedente la somma dovuta per il mancato preavviso.

Nel caso invece in cui il non rispetto dei termini di preavviso sia responsabilità dell'azienda attuale che impedisce il regolare svolgimento delle mansioni lavorative, il dipendente può presentare dimissioni per giusta causa senza dover incorrere nel pagamento dell'indennità. In generale, il consiglio è quello di optare sempre per una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro al fine di non avere nessun tipo di problema. 

Preavviso di licenziamento: cosa spetta al lavoratore

Caso diverso, invece, è quello in cui un datore di lavoro decida di licenziare un dipendente. Sarà necessario, infatti, un preavviso di licenziamento, pena il pagamento di un'indennità al lavoratore. Il dipendente deve sapere che il datore deve dargli il giusto lasso di tempo prima che la decisione si operativa. Lo scopo è quello di dare alla risorsa il giusto tempo per trovare un altro lavoro e, soprattutto, per metabolizzare la cosa. Se il preavviso di licenziamento non arriva, il lavoratore ha diritto a un'indennità (chiamata appunto indennità di preavviso). I giorni di preavviso del licenziamento seguono le stesse regole delle dimissioni, ovvero per sapere quanti sono bisogna far riferimento al contratto nazionali sottoscritto. L'indennità di preavviso viene calcolata sulla base della retribuzione mensile percepita. Facciamo un esempio: se il datore licenzia con decorrenza immediata senza dare 2 mesi di preavviso, allora dovrà pagare lo stesso lo stipendio di quei due mesi al lavoratore. 

Licenziamento senza preavviso

Esiste, però, un caso in cui il datore può attivare un licenziamento senza preavviso. Si parla di licenziamento per giusta causa: ovvero quando si è di fronte a un comportamento scorretto e a discapito dell'azienda da parte della risorsa, tale che non si può più proseguire nel rapporto di lavoro. Questo vale per i dipendenti a tempo indeterminato. E' possibile, inoltre, licenziare senza dare il giusto preavviso tutte le risorse che sono in prova, oppure quando la risorsa è in cassa integrazione. 

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