le competenze extra-lavorative: come scriverle al meglio nel CV

C’è un set di competenze da inserire nel curriculum vitae che spesso trascuriamo perché non sappiamo come esprimere al meglio, ma che possono essere determinanti nel processo di selezione. Sono le competenze extra-lavorative, ovvero tutte quelle esperienze (professionali e non) che abbiamo fatto prima di trovare il lavoro dei nostri sogni e che ci distinguono dagli altri. Scriverle al meglio è fondamentale per incuriosire i recruiter e spingerli a fissare un colloquio conoscitivo. 

Le esperienze extra-lavorative rientrano in quella sfera di competenze che non fanno diretto riferimento all’attività professionale per la quale ci siamo candidati e non riguardano neanche gli studi e i titoli conseguiti. Sono, in sintesi, le capacità artistiche e relazionali, gli interessi e, più in generale, le soft skill di cui siamo in possesso. Il dubbio, che spesso affligge chi è in cerca di lavoro, è proprio quello di non sapere come esporle nel CV: la paura è quella di risultare banali e poco in linea con il profilo richiesto, di omologarsi al resto dei candidati e di non attrarre l’interesse del selezionatore. 





Come prima cosa, scrivere al meglio le capacità extra-lavorative vuol dire selezionarle. Il lavoretto part time come barista durante gli anni di università, l’esperienza al villaggio turistico come animatore, ma anche il corso di tiro con l’arco e gli anni di pallavolo a scuola: se queste esperienze possono essere utili per il lavoro che stiamo cercando allora inseriamole nel curriculum. In caso contrario, lasciamo perdere. Resteranno solo bei ricordi che ci hanno fatto diventare le persone che siamo oggi. 

Una volta selezionate, è necessario contestualizzare le competenze extra-lavorative. La domanda che dobbiamo farci è: “questa esperienza è utile per la posizione aperta? Che valore aggiunto dà alla mia professionalità?” Facciamo qualche esempio. Se insegni tennis ai bambini nei fine settimana e l’annuncio di lavoro al quale stai rispondendo riguarda un ruolo di coordinamento, hai fatto centro. Inserire nel CV una competenza del genere, infatti, descrive la tua capacità di guidare una squadra e si inserisce alla perfezione nel contesto lavorativo. E ancora, gli sport di gruppo sono da menzionare nel caso la posizione riguardi un lavoro di team, il corso di teatro invece sarà perfetto per ruoli in cui la creatività è la principale caratteristica richiesta. In sostanza, tutto quello che arricchisce e valorizza il profilo professionale è visto dai recruiter come un plus.

Nello scrivere le competenze extra-professionali, inoltre, dobbiamo distinguerci. Cercare in rete degli esempi, copiarli e incollarli nel CV non è una pratica ben vista. Cerchiamo di personalizzare il profilo il più possibile, motiviamo il perché stiamo inserendo proprio quella esperienza e cerchiamo di dargli una forma – anche grafica – adeguata. Il motivo è semplice: queste attività, in genere, vanno inserite nella parte finale del curriculum, bisogna dare loro il giusto risalto per fare in modo che l’attenzione del selezionatore arrivi fino in fondo. E che scaturiscano la reazione sperata: ovvero, la data per un colloquio.

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