come sarà il mercato del lavoro nel 2020? Ecco il settore con più opportunità

Uno dei principali temi evidenziati dalla scorsa edizione de Le Professioni del Futuro, il convegno nazionale indetto da InTribe, è senza dubbio quello del Digital Dismatch, il divario cioè tra quelle che sono le competenze professionali e il mercato del lavoro. Particolarmente marcato in Italia, questo disequilibrio tra domanda e offerta coincide inoltre con la quasi totale assenza di nuove professionalità specifiche di alto profilo e con la scomparsa di quelle con bassa expertise specialistica, ormai svolte sempre più spesso da remoto in altri paesi.

 

 

 

I profondi cambiamenti avvenuti nell'ultimo decennio grazie alle nuove tecnologie digitali, come la digitalizzazione robotica e l'automazione, hanno modificato radicalmente il concetto stesso di lavoro: se da un lato si sono ottenuti una serie di vantaggi, dall'altro si ha necessariamente bisogno di un ripensamento di quelli che dovranno essere i nuovi ruoli all'interno dei processi, indipendentemente dai settori lavorativi.

Un progresso tecnologico paragonabile a quello dei 400 anni precedenti che, negli ambiti produttivi dove la sostituzione uomo-macchina ha dato i migliori benefici (come agricoltura e pesca, seguiti da commercio e industria manifatturiera), ha già sostituito alcune realtà lavorative a favore di nuovi posti di lavoro. Questi ultimi sono caratterizzati da mansioni maggiormente stimolanti e non ripetitive, per le quali sono richieste capacità creative, innovative, intellettuali, operative, relazionali e sociali.

Per queste ragioni, entro il 2020, è prevista nel nostro Paese una crescita sempre più consistente della richiesta tecnologica, con numerosi posti di lavoro soprattutto in ambito ICT. Le nuove professioni richieste, per lo più figure ad oggi ancora quasi inesistenti, avranno tutte a che vedere con il mondo digitale, come analisti dei big data, esperti di intelligenza artificiale e di cyber security: professionalità dagli alti profili tecnologici e dotate di specifiche competenze digitali.

Nuove figure professionali nell'ambito di una vera e propria rivoluzione che coinvolgerà tutti i settori, dall'agricoltura all'architettura, dall'arte all'assistenza infermieristica, dalla contabilità all'ingegneria e alla medicina.  Si vedrà da una parte la necessità di creare nuovi titoli di studio e dall'altra di trasformare professioni già esistenti contaminandole in chiave tecnologica. Particolarmente importante a questo proposito sarà riuscire a conciliare le competenze umanistiche e quelle scientifiche, in modo da creare un’interdisciplinarità applicabile in qualsiasi ambito, anche dove apparentemente non sembra esserci un grosso impatto tecnologico. 

Il cambiamento radicale nella formazione lavorativa sarà, in generale, un nuovo approccio mentale ai nuovi linguaggi e ad un costante aggiornamento professionale: i lavoratori di domani avranno assoluto bisogno di incrementare le proprie skill tecnologiche e questo ovviamente dovrà essere perennemente subordinato alle evoluzioni dei servizi digitali, della robotica e dell'Intelligenza artificiale, per tutto il corso della propria vita lavorativa. Sarà pertanto necessario da parte delle aziende investire in questo tipo di formazione, sviluppando un nuovo approccio al mondo del lavoro e spronando sempre più lo sviluppo delle competenze. 

 

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