CCNL terziario: livelli e retribuzione

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore terziario comprende i diritti e doveri dei lavoratori impiegati nell’erogazione di servizi o operanti nel mondo del commercio, compreso di recente anche quello della vendita online. Il CCNL terziario di riferimento si applica a tutte le imprese che trattano i settori legati all’alimentazione, alle piante e ai fiori, ai beni e ai prodotti industriali, agli ausiliari e a quello dedicato all’erogazione di servizi alle persone, alle aziende e alla rete. 

 

Fino allo scorso anno, l’ultima trattativa firmata da Fisascaf Cisl, Filcams Cgil, Uiltucs e Confcommercio risaliva al 30 marzo 2015. In seguito il testo è stato integrato con due accordi e il rinnovo, nel 2016, di quello con Confesercenti, in vigore fino al mese di luglio 2018. Il 19 dicembre dello scorso anno, i sindacati di categoria e FederDistribuzione hanno firmato un nuovo contratto nazionale, aggiornando tutte le informazioni presenti e hanno incluso nel CCNL terziario anche le aziende che si occupano di GDO, le catene di negozi, i franchising, l’ingrosso, i cash&carry e i siti dedicati allo shopping online

CCNL terziario: il rinnovo 

Per avere un quadro chiaro e completo del contratto terziario, è importante soffermarsi sul recente rinnovo che ha coinvolto la categoria. Dopo una serie di trattative, tutti i lavoratori della distribuzione moderna organizzata hanno un contratto collettivo nazionale di riferimento. L’intesa è stata firmata il 19 dicembre 2018, riguarda circa 300mila lavoratori italiani, ovvero quelli che prestano il loro servizio nelle imprese del commercio moderno, e avrà decorrenza dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2019. 

Oltre ai 61 euro già riconosciuti, nel nuovo contratto del settore terziario è previsto un aumento salariale di 24 euro al 4° livello, a partire da dicembre 2018. Inoltre, ci sarà anche l’erogazione di due “una tantum”: la prima a febbraio 2019 di 500 euro lordi e la seconda a marzo 2020 di 389 euro lordi. Il rinnovo del contratto nazionale del settore terziario acquista importanza perché fornisce un “quadro normativo e salariale certo alle lavoratrici e ai lavoratori della grande distribuzione organizzata, da anni privati di un punto di riferimento”, come ha commentato Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della Filcams. 

"Con questa firma – ha continuato Gabrielli – si contribuisce a una progressiva ricomposizione dell’assetto contrattuale del terziario, che si definirà ulteriormente con l’avvio della prevista fase di rinnovo dei contratti nazionali con Confcommercio e Confesercenti, scaduti rispettivamente nel luglio del 2018 e a fine del 2017, pur mancando ancora all’appello il rinnovo della distribuzione cooperativa. Il raggiungimento di condizioni omogenee, evitando discriminazioni salariali e normative tra lavoratori che prestano le stesse attività nel medesimo settore continua a rappresentare per la Filcams una priorità, anche in coerenza con la piattaforma unica e unitaria presentata alle diverse controparti nel 2013”.

CCNL terziario: livelli e mansioni

Ogni diversa mansione svolta dal dipendente fa riferimento a uno specifico livello inserito nel CCNL sottoscritto. Maggiore è il grado di specializzazione richiesto al lavoratore, più aumenta di conseguenza anche il livello di appartenenza, e quindi la retribuzione salariale prevista. Il livello più alto è il primo, oltre al quadro che si posizione al di sopra, e l’ultimo è il settimo. Vediamo insieme tutti i livelli inseriti nel contratto terziario:

  • Primo livello: responsabili di settore;
  • Secondo livello: tutti quei dipendenti che svolgono le loro mansioni in autonomia;
  • Terzo livello: i dipendenti con competenze tecniche specializzate;
  • Quarto livello: sono inquadrati all’interno di questo livello i dipendenti con mansioni di vendita;
  • Quinto livello: dipendenti con mansioni che prevedono normali conoscenze tecniche e pratiche;
  • Sesto livello: conoscenze semplici;
  • Settimo livello: tutti quei lavoratori con mansioni legate alla pulizia ed equivalenti.

CCNL terziario: retribuzione

Il CCNL terziario prevede una busta paga base per ogni livello e stabilisce inoltre la quantità di ore lavorate, gli eventuali scatti di anzianità, le regole per la retribuzione degli straordinari, della tredicesima e della quattordicesima, nonché l’emissione di buoni pasto da parte dell’azienda o del servizio mensa. 

Il livello di retribuzione minima del terziario Confcommercio è il seguente (la tabella è da intendersi in maniera rappresentativa e non esaustiva rispetto ai singoli accordi contrattuali):



In attesa del rinnovo dei CCNL Confcommercio e Confesercenti, l’attuale contratto collettivo nazionale del lavoro sarà in vigore fino al 31 dicembre 2019. Per quanto riguarda la retribuzione, questa è comprensiva di paga base, contingenza e terzo elemento. Quest’ultimo è l’importo nato dalla contrattazione sindacale a livello provinciale e regionale per cui può variare a seconda del luogo di lavoro. All’interno dell’attuale CCNL terziario, in base al numero di dipendenti assunti dall’azienda, è stato introdotto anche l’elemento economico di garanzia (EDR), ossia una retribuzione fissa di 10,33 euro mensili che viene percepita da tutti i lavoratori.

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