Carta, design e illustrazioni. Quanto lavoro nasconde la creatività.

Immaginatevi di passeggiare per le vie di Milano, a pochi passi dalla Stazione Centrale, e improvvisamente vi imbattete in una vetrina curiosa. La porta è aperta, entrate e venite assaliti dall'inconfondibile profumo della carta. Quaderni, manufatti, libri, illustrazioni, schizzi...tutto è carta!
State vivendo quella sensazione particolare di quando non si riesce a capire se si è entrati in un negozio o avete appena invaso uno spazio di lavoro. La verità sta esattamente nel mezzo e il dubbio ve lo stanno per togliere i due protagonisti di questa intervista, Giorgia e Marcello: benvenuti in Laboratorio16.

Giorgia ci accoglie subito con un sorriso, ci presentiamo e inizia a raccontarci la loro storia mostrandoci una delle loro realizzazioni di carta: 

<<Questo piccolo cuore è il risultato di tanta ricerca. Marcello ed io per molto tempo ci siamo domandati che cosa significasse “sentirsi a casa”. Volevamo creare qualcosa che potesse rappresentare la nostra visione personale di vivere lo spazio, soprattutto, ad esempio, se si tratta di uno spazio sconosciuto come un luogo pubblico. Facile “sentirsi a casa” in ambienti che conosciamo bene come nella propria abitazione, più difficile quando si è in un’area pubblica di una grande città come Milano. Vogliamo far riflettere le persone sul fatto che tutti possiamo avere un posto che amiamo fuori dalla porta di casa, che consideriamo un luogo protetto ed anche un po’ nostro. Le invitiamo, quindi, a lasciare questo piccolo cuore di carta in un luogo dove si sentono a casa, dove hanno vissuto un’esperienza positiva, in modo da renderlo più caldo, più personale.>>

Da dove nasce l’idea di questo spazio?

<<Siamo 2 architetti e questo luogo era inizialmente un vero e proprio studio di architettura, ma i lavori di grafica, col tempo, hanno preso sempre più piede fino a permetterci di realizzare delle vere e proprie collezioni. Laboratorio16 è la nostra cifra stilistica, il nostro gusto, il nostro lavoro intellettuale, creativo ed artigianale.
Marcello, è quello più creativo, lui sperimenta, disegna e progetta, io mi occupo della parte artigianale, realizzo in concreto gli oggetti. Siamo in totale sintonia sul lavoro pur avendo competenze e passioni diverse: ed è questo, a mio avviso, la combinazione perfetta. Laboratorio16 è un progetto che è nato e si è evoluto in un modo del tutto naturale nel corso del tempo.>>

Sembra un equilibrio ed un lavoro speciale, qual è il vostro segreto? 

<<Amiamo moltissimo quello che facciamo. Il bello del nostro lavoro è progettare qualcosa e poi vederla finita, affrontando tutto il caos che sta nel mezzo!
Quando pensiamo a nuovi progetti, siamo liberi di sperimentare, di far viaggiare la mente, sporcarci le mani, buttare via carta e colori. La parte creativa è fondamentale ed è il punto di partenza. Poi però, dobbiamo pensare anche alla fattibilità dell’oggetto. Poter dilatare spazio e tempo è sempre più un lusso, si è obbligati ad arrivare subito alla soluzione sacrificando in parte "l’ozio creativo".

Vogliamo essere “sostenibili” ma non è facile con prodotti di carta. È molto più facile esserlo con il cibo, perché è un po’ la moda del momento! Non tutti colgono il valore di quello che facciamo: qualcuno pensa “è soltanto carta!” altri, per fortuna, riescono a vedere il concept creativo, la storia che c’è dietro, le ore di lavoro...
Non è semplice. Tante volte ci si alza al mattino consci che dovremo badare completamente a noi stessi, con solo le nostre forze.>>

Nel mondo "tradizionale" della carta che spazio ha la tecnologia per voi?

<<La tecnologia? A nostro modo, anche noi abbiamo a che fare ogni giorno con la "tecnologia"! (Giorgia ci indica divertita un tirabozze dei primi del 900).
Per esempio, per il progetto "Spadino il Porcospino" del Museo del Divisionismo di Tortona, è stato divertente vedere i nostri disegni prendere vita all’interno di una App per i bambini. Paradossalmente, dietro ad un’applicazione per mobile o ad un biglietto d’auguri stampato a mano, c’è un metodo, ci sono problematiche da risolvere, c’è lo stesso impegno nella ricerca degli strumenti da utilizzare per finalizzare l’obiettivo…>>
 
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