calcolo delle ferie in busta paga: come fare

Con tutti quei numeri e quelle diciture strane, per molti lavoratori, la busta paga è un mistero. Leggerla, davvero un’impresa. Se togliamo la parte che ci interessa di più, ovvero quella in basso a destra dove viene riportato lo stipendio netto mensile, verificare il contenuto del cedolino per accertarsi che le informazioni siano tutte corrette, non è per niente facile. Ecco perché oggi vogliamo guidare i dipendenti alla comprensione di un dettaglio importante di questo misterioso documento: il calcolo delle ferie in busta paga.

Le domande sono sempre le stesse: quante ferie ho maturato quest’anno? Di quanti giorni di riposo ho diritto? Sono stati calcolati correttamente nel cedolino? Ecco qui le risposte. 

Calcolo delle ferie: dove si trovano in busta paga

Prima di entrare nel vivo della trattazione e mostrare nel dettaglio come calcolare le ferie in busta paga, è bene capire dove – proprio fisicamente – si trovino all’interno del cedolino. Sono in fondo nella parta bassa, accanto al dettaglio del totale delle competenze (ovvero la retribuzione). Il box delle giornate di riposo è composto da 3 voci: ferie maturate, ferie godute e ferie residue. Accanto troviamo anche i permessi che sono espressi in ore, mentre le ferie sono espresse in giorni. 

Calcolo delle ferie: come maturano e quando bisogna prenderle

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite e non può rinunziarvi”. Così si esprime la Costituzione sul tema. Il Codice Civile, dal suo canto, dice che ogni dipendente ha diritto ha un periodo di ferie retribuito, possibilmente continuativo. Il decreto legislativo n. 66/2003, inoltre, stabilisce che questo periodo è di 4 settimane all’anno. Per calcolare esattamente quanti giorni di ferie spettano al lavoratore, bisogna fare riferimento al contratto collettivo di categoria, che riporterà anche la retribuzione relativa. Se vogliamo fare un esempio su come maturano le ferie, possiamo prendere come riferimento il caso più generale: 26 giorni di ferie l’anno (alcuni lavoratori ne maturano di più, altri di meno). Bisogna dividere 26 per 12 mensilità, così da ottenere circa 2,16 giorni di ferie ogni mese

 

 

Essendo un diritto del lavoratore, le ferie devono essere prese, e non possono essere trasformate in denaro. L’unico momento che il datore è tenuto a monetizzarle è alla conclusione del rapporto di lavoro. In questa circostanza, infatti, il dipendente si ritroverà in busta paga sia le ferie maturate sia quelle che non ha speso. È bene, quindi, fare un calcolo delle ferie non godute al fine di verificarne la correttezza. 

Entro quando devono essere consumate le ferie? Ogni contratto nazionale ha le sue regole: è bene, infatti, in questi casi consultare direttamente il CCNL per fugare ogni dubbio. Se non ci sono diverse disposizioni in merito, che variano da contratto a contratto, i dipendenti possono chiedere al datore di lavoro di andare in ferie almeno per due settimane consecutive nell’anno stesso in cui sono state maturate. Le altre due settimane, invece, possono essere accumulate, ma dovranno essere godute entro i 18 mesi successivi alla fine dell’anno in cui sono maturate. Se questa regola non viene rispettata, e al termine del periodo indicato il lavoratore non si è assentato dal lavoro, i giorni accumulati andranno persi. 

È bene ricordare che le ferie si maturano fin dal primo giorno di attività, anche se il lavoratore è in prova. E si maturano anche in vacanza e in malattia: come diritto fondamentale del dipendente, non poteva essere altrimenti. 

Calcolo delle ferie: come richiederle

Le ferie residue, quindi, accumulate nel tempo devono essere godute. Come fare? A chi chiederle? I periodi di assenza dal lavoro retribuiti devono essere sempre concordati con il datore, che a sua volta dovrà autorizzarli. Questo dettaglio è molto importante, perché all’interno di un contesto di lavoro è necessario organizzarsi al meglio per non causare problemi al regolare svolgimento delle attività. Il dipendente, inoltre, può chiedere più ferie di quelle che ha maturato e di quelle che ha accumulato negli anni: in questo caso, i giorni in più verranno tolti dal monte ferie del mese successivo all’assenza. 

Esistono, infine, delle piattaforme attraverso le quali il lavoratore potrà fare richiesta formale di ferie, e che dialogherà in automatico anche con l’amministrazione e il reparto HR.

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